Domenica intensa sul Mar Caspio, per un GP d'Azerbaijan ricco di emozioni. Gode Sergio Perez, alla seconda vittoria in carriera, ed esultano anche Vettel e Gasly, rispettivamente 2° e 3°. Ko Max Verstappen quando era in testa a 5 giri dalla fine, 16° Hamilton in seguito ad un clamoroso errore alla ripartenza a due giri dalla fine. Leclerc è 4°, Sainz 8°.

Leclerc ci prova, ma niente da fare

Partenza lineare con Leclerc che tiene la prima posizione seguito da Hamilton e Verstappen, buono lo spunto di Perez che dalla sesta casella si porta in quarta posizione scavalcando Gasly e Sainz. Leclerc prova a tenere la testa ma non può niente contro Lewis Hamilton, che al completamento della seconda tornata passa la Ferrari lungo il rettilineo principale. Quattro giri dopo tocca a Verstappen superare la SF21 del monegasco, il quale un passaggio più tardi deve cedere anche nei confronti dell'altra Red Bull di Perez.


Overcut vincente per le Red Bull

Le Red Bull si mettono dunque a caccia di Hamilton, il quale inizia a poco a poco a soffrire con le gomme posteriori. L'inglese infatti è il primo dei piloti di testa a fermarsi, andando ai box per mettere gomma dura al giro 11: sosta lenta perché transita in pitlane anche Gasly, che fa perdere qualche decimo al numero 44, che però fa fatica a mandare in temperature i pneumatici nel giro di uscita; buono per le Red Bull, che chiamano ai box prima Verstappen e poi Perez, permettendo alle due RB16B di portarsi in prima e seconda posizione con l'overcut. Verstappen diventa leader virtuale della corsa, perché in quel momento in testa c'è Vettel, che allunga il primo stint fermandosi solamente al giro numero 19, lasciando il comando all'olandese. Nel frattempo, fase di gara non facile per la Ferrari: Leclerc con la dura fa fatica e nel gioco dei pit-stop perde la posizione su Gasly, mentre Sainz va lungo in curva 8 (quella stretta sotto il castello) e precipita in 14° posizione.


Stroll, che botto!

Ad eccezione di due sorpassi di Sainz ai danni di Giovinazzi ed Alonso, poca azione in pista fino a quando al giro 31 arriva un pauroso incidente di Stroll, fin lì ottimo 5° in quanto l'unico a non essersi ancora fermato: un cedimento o un detrito a fargli perdere il controllo del retrotreno nel rettilineo principale, vicino all'ingresso della pitlane. Neutralizzazione con la safety car, corsia box chiusa e gruppo compatto: quando la pitlane viene aperta, vanno ai box solo Alonso, Giovinazzi, Russell e Schumacher, ma purtroppo per Mick l'anteriore sinistra mal fissata gli toglie la possibilità di ripartire con il gruppo.


Vettel bene alla ripartenza

La vettura di sicurezza lascia pista libera al termine del 35° giro, con le Red Bull che non si fanno sorprendere mantenendo le prime due posizioni nonostante il tentativo di Hamilton. Si mette in mostra invece Sebastian Vettel, che passa prima Leclerc (gran rischio per il monegasco nel tentativo di rispondere in curva 2, quando blocca le anteriori sfiorando il posteriore dell'Aston Martin) ed al giro successivo Gasly, issandosi al 4° posto. Disastro invece per Bottas, che si fa sorprendere alla ripartenza perdendo posizioni su Ricciardo, Sainz, Alonso, Raikkonen e dopo qualche passaggio anche su Giovinazzi.

Max, che disastro!

La gara si avvia verso il tramonto con la lotta per la seconda posizione tra Perez ed Hamilton, quando arriva un clamoroso colpo di scena: siamo al termine del giro 46 quando la posteriore destra di Max Verstappen esplode sparando contro le barriere l'olandese. Safety car e successivamente bandiera rossa quando sono stati completati 48 dei 51 giri previsti. Al momento dello stop, la classifica dice Perez, Hamilton, Vettel, Gasly, Leclerc, Tsunoda, Norris, Sainz, Ricciardo, Alonso, Raikkonen, Giovinazzi, Latifi (che però viene penalizzato perché, contrariamente a tutti gli altri, nel giro seguente all'incidente era passato dal rettifilo principale e non dalla corsia box come tutti gli altri), Bottas, Russell, Schumacher e Mazepin.

Gara sprint di 2 giri

Dopo dei minuti di attesa, la direzione gara decide: ripartenza da fermo per gli ultimi tre giri di corsa, di fatto due considerando la tornata di uscita dai box per scheirarsi nuovamente in griglia. Gomme cambiate per tutti ed un GP da decidersi in una manciata di chilometri. Tutto in una curva, e stavolta a sbagliare è Lewis Hamilton: l'inglese allo spegnimento dei semafori attacca all'interno, ma sbaglia la frenata e finisce dritto in curva 1, scivolando a fondo gruppo e lasciando via libera a Perez e Vettel. Grande battaglia dietro di loro per il gradino più basso del podio, con uno strepitoso Gasly che si difende alla grande dai ripetuti attacchi di Leclerc, il quale nel finale deve guardarsi da Norris. Finisce dunque con la prima vittoria con la Red Bull per Perez davanti a Vettel (primo podio per l'Aston Martin) e Gasly, quindi Leclerc, Norris, Alonso (grande ripartenza dello spagnolo, decimo al secondo via e 6° al traguardo), Tsunoda, Sainz, Ricciardo e Raikkonen, con Kimi e Antonio che regalano i primi punti stagionali all'Alfa Romeo. Nota curiosa: Perez, appena tagliato il traguardo, resta a piedi con la macchina ferma!