Al di là del nulla di fatto sul terreno del mondiale Piloti, con Verstappen e Hamilton ripartiti da Baku entrambi a secco di punti, per Mercedes c'è un più ampio problema di rendimento in chiave mondiale Costruttori.

Red Bull ha allungato con la vittoria di Sergio Perez, ora sono 26 i punti di vantaggio. E in  prospettiva, la regolarità guadagnata dal team di Milton Keynes con l'ingaggio di Perez, insieme all'andamento a dir poco altalenante di Valtteri Bottas, sono due fattori di alto rischio sull'esito della sfida iridata.

Caro Paul Ricard

C'è anche dell'altro che non può far dormire sonni tranquilli in Mercedes. La W12 ha mostrato carenze importanti a Monaco e Baku, certo piste "eccezionali" per le loro caratteristiche. Così, il GP di Francia sarà un appuntamento cruciale. E non solo per la nuova normativa sulla flessibilità dell'ala posteriore, ma perché darà un'ulteriore misura dei valori su un circuito feudo Mercedes. Ancor più di Barcellona, se possibile.

Sterzi a parte: Vettel e la Ferrari stanno meglio da divorziati

"Sono così arrabbiato, ma non ho dubbi. Questa squadra è così forte che sapremo trasformare la rabbia in forza positiva. Siamo dei gladiatori e torneremo", ha commentato Wolff nel dopogara dell'Azerbaijan.

L'errore di Hamilton alla ripartenza dopo la bandiera rossa è un dettaglio che può pesare moltissimo nell'economia di un campionato, punti persi per strada dal peso specifico pari all'incidente di Verstappen. 

Un campionato che assume i connotati dei 5 set decisi al tie break, un "quindici" per volta, molto diverso dalle abitudini da "sei-zero sei-zero", per usare la metafora tennistica, note a Mercedes.

W12 lenta a entrare nella finestra

"A Monaco e qui non abbiamo avuto una macchina competitiva. Punto. La macchina quasi in tutte le sessioni era nel nulla. Sinceramente, navigare in teza posizione e provare a portare il risultato a casa era ok, ma non è accettabile che non riusciamo a portare la macchina nella finestra di funzionamento all'inizio della gara o dopo i pit-stop. Stiamo perdendo secondi su secondi per far entrare la macchina nella finestra buona dove funziona. Serve troppo tempo", analizza Wolff.

Leggi anche - Vettel: "Giusto ripartire? Chiedetelo a Lewis..."

Quella finestra di funzionamento che, ricordiamo, è la condizione in cui la gomma genera la temperatura sulle gomme corretta a sviluppare la massima aderenza meccanica. Gomma da "attivare" per essere sfruttata appieno.

Momento critico

Un'autocritica che va letta insieme ad altri fattori della prestazione W12. Dal Bahrain, dai test, ha saputo recuperare l'instabilità sofferta al posteriore e il degrado eccessivo delle gomme. Su piste "vere" ha beneficiato di una gestione delle gomme in gara più gentile e uniforme rispetto a Red Bull. Una dolcezza nel trattare le gomme che, evidentemente, dove i livelli di aggressività sugli pneumatici - per minore energia scaricata o per caratteristiche dell'asfalto - si riducono porta in sofferenza la monoposto. 

Non esita a definire il momento come "il più difficile in assoluto", Toto Wolff. "Dobbiamo produrre il nostro gioco migliore per lottare per questo campionato e la macchina non c'è stata per tutto il weekend. Le operazioni devono essere svolte senza il minimo errore e tutti noi, negli ultimi due fine settimana, non l'abbiamo fatto. 

È doloroso, potete dire che avevamo una mano quasi vicina al trofeo perché Max non ha ottenuto punti ma non saprei, la frustrazione al momento è enorme".