Non si scopre oggi quale sia la forza di Sergio Perez nella gestione della gara. A Baku, però, è arrivata la certificazione di una solidità con addosso la pressione di dover portare a casa la doppietta per Red Bull e un Lewis Hamilton da controllare negli specchietti. 

Magistrale il messicano, certo aiutato da una RB16B fortissima. Poi accade che Verstappen esca dai giochi e Checo riesca a gestire una ripartenza critica. 

Rinnovo "scontato"

Un anno di contratto, poi si vedrà. Quel poi sembra essere già adesso, perché Red Bull difficilmente potrebbe trovare una migliore spalla a Verstappen. Resta una velocità in qualifica che Perez deve imparare ancora a esprimere, ma pochi dubbi sul rendimento in gara. 

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Cosa ne pensa Christian Horner? "Sono davvero contento del lavoro che sta facendo Checo. Siamo solo alla sesta gara di 23 in programma, abbiamo molto tempo ancora. Lui si sta godendo la vita nel team, sta facendo un gran lavoro e deve solo continuare a fare quel che sta facendo". 

Il nodo qualifica

La gara di Perez, col senno di poi, avrebbe potuto essere ancora migliore con Verstappen in pista se in occasione del pit-stop le operazioni non fossero state oltre 1" più lente, quasi da creare un rischio overcut su Max. "Sapevamo che su questa pista era forte ma non ci aspettavamo a tal punto. È stato veloce per tutto il week end, l'unico errore l'ha commesso in Q3 e il passo gara è stato fenomenale. Se non fosse andato lungo nel primo pit sarebbe stato giusto davanti a Max con l'overcut, tale era il suo ritmo con pista libera", prosegue Horner.

Per Red Bull adesso arriva una sorta di gara-verità. Il GP di Francia misurerà gli equilibri su un circuito da sempre favorevole a Mercedes, che non dovrebbe più soffrire dei problemi di gestione delle gomme avuti a Monaco e Baku, la mancata "attivazione" della finestra di funzionamento ottimale. 

Poter contare su questo Sergio Perez diverrà cruciale in chiave strategica, quel che è mancato nel GP di Spagna, sempre a causa di una qualifica al di sotto del potenziale della monoposto. È il "punto debole" attuale di Checo, da superare.