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La storia in Stiria

“Torneremo a vincere, e quando lo faremo, domineremo”. Era la primavera del 2015 e Ron Dennis, davanti ai microfoni, cercava di coprire in tutti i modi l'imbarazzante situazione in cui si era ritrovata la sua McLaren per colpa dei motori Honda. Era la seconda stagione dell'era ibrida, la prima per i nipponici al rientro in F1 e insomma, i disastri di quel motore se li ricordano tutti. Rimembrarli oggi fa sorridere, perché in un certo senso Ron ha dimostrato di avere ragione: solo che a dominare non è il suo team, quanto quel motorista all'epoca criticato dalla sua squadra una domenica sì e l'altra pure. Oggi la Honda domina sul serio, dando i cavalli necessari ad un toro imbelvito, leggasi Red Bull, tornata a primeggiare come non accadeva da un po'. L'accoppiata Red Bull-Honda tra Monaco e Spielberg ha calato il poker (ai bibitari non accadeva da fine 2013 con Vettel, ai giapponesi da addirittura 30 anni con Senna) ed insomma, è proprio il caso di dirlo: in Stiria, si sta scrivendo la storia. La Mercedes è sulla difensiva, attualmente incapace di reagire se non mandando velate, ma neanche più di tanto, sparate riguardo alla power unit avversaria. La quale progressi li ha mostrati davvero, rispetto all'anno scorso ma forse anche rispetto ad inizio anno. I meriti stanno nel mezzo tra la RB16B e l'unità RA621H, sigla del motore Honda: entrambi hanno fatto un lavoro fantastico e ad oggi il “pacchetto” migliore è il loro. Con un interprete come Verstappen, poi, è anche tutto più facile. Su una pista molto di motore come quella dell'Austria, la Honda si era fatta trovare pronta anche due anni fa, non solo adesso. Quindi parlare di super motore Honda solo ora non è giusto, ma è certo che ora sia un'altra cosa, a più livelli: pare in grado di garantire un supplemento di potenza ibrida lungo tutto un rettilineo (parliamo di fasi a massima potenza in qualifica) senza mai arrivare al “clipping”, cioè continuando a fornire potenza fino all'ultimo metro. Per tutto il fine settimana, Hamilton ha continuato a ripetere che Mercedes perde solo sul dritto, ed a quel punto il pilota ci può fare poco. Come Honda sia riuscita ad arrivare a questo punto, è presto detto: annunciato il ritiro a fine 2020 nella scorsa stagione, da allora i tecnici guidati da Masashi Yamamoto si sono gettati a capofitto sulla Pu 2021, anticipando soluzioni inizialmente in programma per il 2022. Lo sforzo dell'inverno sta pagando, e per adesso anche quello dei primi mesi di questa stagione: vero che le specifiche sono congelate, per cui sulla carta non si può arrivare ad avere un motore più potente, ma è anche vero che il regolmento lascia margine in fatto di affidabilità, ed è qui la chiave; a Sakura, lavorando sul versante della tenuta, potrebbero aver raggiunto un'affidabilità maggiore che consentirebbe l'utilizzo di mappature più spinte. E sarebbe un gran colpo.

Verstappen: "Tutto ha funzionato alla perfezione"

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