L'attualità dice GP d'Austria, un'altra uscita al Red Bull Ring dove provare a confermarsi e, se possibile, evitare errori come quello commesso da Leclerc in partenza. 

Poi c'è il futuro, le prime pagine si stanno scrivendo in queste settimane, a Maranello. Il progetto 2022 richiede attenzione assoluta, perché sarà un ciclo inedito al quale non si dovrà arrivare impreparati, come accadde all'inizio dell'era turbo ibrida.

Che Ferrari sarà quella del prossimo anno è materia d'analisi da rinviare ai test del febbraio 2022. In questa fase ci sono le primissime prese di contatto dei piloti, ovviamente con gli strumenti di simulazione, gli stessi impiegati dai tecnici per valutare concetti aerodinamici e confrontare soluzioni.

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Per Leclerc, la prima scoperta c'è già stata, "sì l'abbiamo provata, però si tratta ancora dei primissimi passi", dice a Spielberg.

Sensazioni, tra numeri e simulazioni

"Le sensazioni sono molto diverse, resta un punto interrogativo per tutti se lo sviluppo che stiamo portando avanti sia positivo o meno. Come dicevo è un progetto talmente diverso, ancora nelle primissime fasi, nessuno sa dove ci stiamo posizionando in relazione agli altri. Però ci stiamo lavorando.

Difficile dire come stiamo contribuendo noi piloti, perché al momento si tratta di numeri e previsioni, però possiamo assolutamente dare il nostro feedback, in particolare al simulatore. Siamo fortunati ad avere un ottimo simulatore in Ferrari e riusciamo a provare diverse cose e lì è molto, molto importante l'indicazione che arriva dal pilota".

Dopo la crisi emersa in gara al Paul Ricard, nella gestione delle gomme anteriori, da Leclerc arrivò un monito all'apparenza strano: siamo in tempo per correggere il limite in vista del 2022. 

Più che correzione di una criticità portata direttamente dal progetto SF1000, sarà cruciale interpretare al meglio la gestione delle gomme da 18 pollici, con tutt'altre caratteristiche di funzionamento, come lo saranno i temi aerodinamici e del comportamento delle sospensioni. 

La voce dei piloti

"Su altri aspetti - prosegue Leclerc - al momento è troppo presto per poter in realtà dire qualcosa. L'unica cosa che possiamo fare è lavorare nel miglior modo possibile con Carlos e provare a spiegare quali sono i punti deboli della macchina di quest'anno. Provare a capire perché abbiamo queste lacune e provare a non ripetere gli stessi errori sulla macchina del prossimo anno, anche se sarà un progetto completamente diverso.

Direi che dal simulatore abbiamo un grande apporto e può aiutarci parecchio. Con i riscontri di quest'anno proviamo ad aiutare la squadra a lavorare nella giusta direzione, in modo che sappiamo esattamente cosa ci serve per essere veloci".

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