GP Australia, a rischio lo status di gara inaugurale del Mondiale di F1

GP Australia, a rischio lo status di gara inaugurale del Mondiale di F1© Pirelli

Il ministro dello Sport ha indicato nel mese di aprile la possibilità che si organizzi il GP a Melbourne, una data già discussa con il Circus. Il Bahrain resterebbe apertura stagionale

Fabiano Polimeni

7 luglio

L'ultimo appuntamento motoristico a saltare, causa limitazioni dettate dalla pandemia, è la 6 Ore del Fuji, a fine ottobre. Un annuncio che segue la cancellazione del round della MotoGP e lascia foschi presagi sul GP del Giappone a Suzuka.

Per la Formula 1 si prospetta un finale di campionato da riscrivere, dopo la cancellazione del GP d'Australia. Potrebbe subentrare ancora il Bahrain, per un trittico in terra d'Arabia a chiudere il mondiale.

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A Melbourne, è il ministro dello Sport dello Stato di Vittoria, Martin Pakula, a spiegare nel dettaglio i limiti alla possibilità che la Formula 1 corresse all'Albert Park nel mese di novembre e guarda già al 2022. Lo status di gara inaugurale del campionato è seriamente a rischio, "abbiamo parlato con la Formula 1 di una gara nel mese di aprile da un po' di tempo, quest'anno già altri eventi si sono corsi quale prima e seconda gara della stagione e penso che la Formula 1 desideri continuare con questi appuntamenti", spiega Pakula.

Garanzie impossibili

I limiti all'accesso della Formula 1 in Australia, con l'impossibilità di rispettare un periodo di isolamento di 2 settimane, la campagna vaccinale che in Australia e nello Stato di Vittoria procede a rilento, sono i due motivi che hanno portato alla cancellazione dell'edizione 2021 del GP d'Australia.

"La Formula 1 e la MotoGP hanno richiesto rassicurazioni, garanzie e impegni questa settimana sulla possibilità di svolgere gli eventi. Mancano ancora alcuni mesi ma loro avevano bisogno di pianificare e avere una copertura da imprevisti.

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Considerati i bassissimi numeri della campagna vaccinale con due dosi e considerata la decisione di venerdì scorso del Consiglio dei ministri, non eravamo semplicemente nella condizione di poter dare alla F1 e alla MotoGP le garanzie che chiedevano", prosegue Pakula.

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