Buona parte della griglia di partenza 2022 è già definita, ma resta ancora qualche tassello da definire. Uno di cui ancora non si conosce il futuro è Kimi Raikkonen, il quale non ha ancora fatto sapere che cosa farà nella prossima stagione, se si ritirerà o meno. A tendere l'orecchio verso le notizie in arrivo dall'Alfa Romeo-Sauber anche Mick Schumacher e Valtteri Bottas.

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Il tedesco ha già un accordo con la Haas, ma le dinamiche di mercato potrebbero prendere una piega diversa se Kimi lasciasse il suo posto. Un sedile che interessa anche a Valtteri Bottas, il cui futuro in Mercedes appare appeso ad un filo. Se Raikkonen decidesse di proseguire le chiacchiere terminerebbero all'istante (va ricordato comunque che neanche Antonio Giovinazzi è ancora stato annunciato per il 2022, ed a questo si aggiunge il fatto che il marchio Alfa Romeo non ha ancora confermato l'impegno per il 2022, e di conseguenza il diritto della Ferrari a piazzare un suo pilota), con Mick che resterebbe in Haas mentre a Bottas, in caso di promozione di Russell, resterebbe da giocare la carta Williams. Se invece Kimi decidesse di ritirarsi, il volante della scuderia elvetica avrebbe più di un pretendete, tra cui anche Callum Ilott, il pilota della FDA vice campione della F2 2020 rimasto fuori dal giro per quest'anno, il quale oggi occupa il ruolo di terzo pilota proprio ad Hinwil. Al riguardo, Frederic Vasseur si è nascosto dietro laconico "non c'è fretta" riguardo all'annuncio dei suoi piloti per il 2022.

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Ralf orientato verso la permanenza in Haas

Sulla questione si è espresso Ralf Schumacher, zio di Mick, ai microfoni di Sky Germania: "Non so niente, posso solo fare delle ipotesi. Avrebbe senso per Mick fare un cambiamento del genere? Se avesse la possibilità di guidare per una squadra di primo livello sarebbe una grande opportunità per Mick, ma in caso contrario dico che può ancora imparare molto alla Haas. Se il team continuerà ad ingrandirsi e la nuova vettura fosse un passo avanti, per Mick avrebbe perfettamente senso restare un altro anno. Non bisogna sottovalutare il fatto che un giovane pilota necessita di almeno sei mesi per ambientarsi in una squadra e trarne il massimo. Per questo non sono sicuro che l'Alfa Romeo sia davvero l'opzione migliore. La cosa più importante è il rapporto con la Ferrari che sembra funzionare bene, anche tramite la squadra attuale".

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