Dell'interesse (o meno) del Gruppo Volkswagen nei confronti della Formula 1 si discute da anni, senza che si sia mai concretizzato alcunché. E non poteva essere diversamente con i regolamenti in essere sul fronte power unit.

Il futuro - sul fronte dell'industria dell'auto - viene prospettato in questi giorni, delineato dai progetti della Commissione Europea sul taglio delle emissioni di Co2, con una visione 2035 alla quale i costruttori dovranno vendere, in Europa, solo veicoli a zero emissioni. Elettrici, quindi, se leggiamo con la tecnologia attuale una realtà distante "solo" 14 anni.

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Formula 1 attenta alle emisioni e con l'ibrido

In questo scenario, di un'industria automobilistica chiamata a una forzata conversione all'elettrico o, comunque, alle zero emissioni, come giustificare un impegno sportivo in Formula 1? Anzitutto lo sport è globale e la transizione energetica prospettata - nelle tempistiche - ha caratteristiche tutte proprie del Vecchio Continente.

C'è poi la strategia della FIA e FOM sui motori 2025, che dovranno utilizzare benzine sintetiche a zero emissioni di Co2. Prodotti ottenuti per sintesi, ricorrendo all'idrogeno verde o biocombustibili - rispettivamente terza e seconda generazione di e-fuels - , i primi campioni sono stati consegnati dalla FIA ai motoristi, per effettuare prove al banco.

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In questo quadro, di discussioni sulle specifiche delle power unit ibride 2025, il Gruppo Volkswagen è osservatore attivo degli incontri tra FIA, FOM e motoristi. L'ultimo, in Austria.

La strategia del Gruppo prevede, nei prossimi anni, l'impegno sull'ibrido alla Dakar con Audi, la presenza in Classe LMDh con Porsche e con Audi, la permanenza in Formula E con la casa di Zuffenhausen. Ci sarà spazio anche per la Formula 1?

Presenza VW un bene per tutta la F1

"Io di certo darei il benvenuto e accoglierei l'ingresso del Gruppo Volkswagen. Penso rappresenterebbe la forza del nostro sport. Più gruppi forti sono presenti, meglio è per tutti quanti, che siano i tifosi, i proprietari delle squadre, la FOM o la FIA", commenta Lawrence Stroll, nelle parole riportate da motorsport.com.

Arriverebbe un motorista in più a dare linfa a uno scenario viceversa stagnante, sempre con i quattro motoristi dell'era turbo ibrida - e Honda rimpiazzata da Red Bull Powertrains -. 

"So che sono piuttosto coinvolti nelle discussioni sul ritorno con uno o due dei loro marchi, per me è una cosa entusiasmante e sostengo il loro arrivo in Formula 1. Penso sarebbe grandioso", aggiunge Stroll.

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La questione, oltreché tecnologica, di una power unit che possa essere rilevante, per abbattimento delle emissioni, in una strategia che andrà verso l'elettrificazione totale del Gruppo dopo il 2030, attiene all'impegno economico.

La transizione ecologica imposta dalla legislazione europea richiede investimenti copiosi, decine di miliardi di euro già allocati. In termini assoluti, impegnare 80-100 milioni di euro sullo sviluppo di una power unit ecologica ancorché con un motore a combustione interna e il supporto dell'ibrido, rappresenterebbe un "piccolo" extra di investimento. Andrebbe in una direzione comunque diversa dall'elettrico puro, seppur con la missione delle corse "attente" all'abbattimento delle emissioni clima-alteranti.