Dai colpi di fioretto alle sciabolate, questa è stata Silverstone dalla prospettiva della lotta Verstappen-Hamilton. L'episodio al primo giro lascia delle scorie tra i due, in un confronto che è passato a un altro livello dopo bucoliche schermaglie, dal Bahrain a Imola, fino a Barcellona. Max, dimesso dall'ospedale alle 22:00, dove è rimasto sotto osservazione dopo aver subito una decelerazione di 51G nell'impatto alla Copse, ha criticato la manovra di Lewis, bollandola come pericolosa e contestando anche i festeggiamenti a fine gara: irrispettosi.

Episodio che non cambia l'approccio

Una posizione che si inserisce sulle visioni molto dure espresse da Horner e Marko a caldo, in regime di bandiera rossa. Lui, Hamilton, ha affidato a Twitter l'indiretta replica all'accusa mossa da Max: "Oggi è stato un promemoria dei pericoli in questo sport. Mando i migliori auguri a Max, che è un avversario straordinario. Sono felice si sentire che è ok. Correrò sempre duramente ma sempre in modo corretto. Il mio team ha mostrato grinta e tenacia. È un sogno vincere di fronte al mio pubblico".

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Correrò sempre duramente. L'aggressività mostrata dai due al primo giro del GP di Gran Bretagna è un passaggio a un livello superiore della lotta per il titolo, Silverstone rappresentava una specie di spartiacque per Lewis, attardato di 33 punti nel mondiale dopo la Qualifica sprint. Non poteva perdere altro terreno. Dalla prospettiva di Max, leader di campionato, c'è stata tutta la determinazione a gareggiare senza calcoli, una sfida frontale a Hamilton "in casa sua". 

Tanta aggressività

"L'incidente non toglie nulla alla vittoria. Queste sono le corse e ovviamente mi piacerebbe poter gareggiare e lasciare spazio all'altro, ce n'è molto in pista per spostarsi e sono riuscito per molto tempo a gareggiare senza fare incidenti con qualcun altro.

Quando però qualcuno è troppo aggressivo, queste cose sono destinate a succedere", ancora il commento di Hamilton, immediatamente dopo la gara. "Non ho molto altro da dire, spero sia ok perché è chiaro che amo battagliare ruota a ruota per tutta la gara. Mi diverto a gareggiare contro di lui e non vedo l'ora, però non mi tirerò mai indietro nei confronti di nessuno e mi farò minacciare per essere meno aggressivo".

Non è una vittoria a metà

Una vittoria "completa" che l'episodio non ha svuotato, sottolinea Lewis, contestando la visione di Christian Horner: "Non ho nulla da dire, davvero, a Christian. La vittoria non la sento 'vuota'. Non penso di essere in una posizione nella quale dovermi scusare per alcunché. Siamo là fuori a gareggiare. Non sono d'accordo con i commissari di gara ma prendo la penalità e vado avanti col mio lavoro. Non starò a lamentarmi. Tutti avranno un'opinione diversa e non mi importa davvero ciò che le persone pensano, faccio il mio lavoro e sono grato per la giornata odierna". 

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