Rischia d'essere un copione consolidato, quello dei commenti alla vigilia di un GP e Charles Leclerc a ridimensionare le possibilità di un grande risultato Ferrari. Silverstone è solo l'ultimo esempio in ordine di tempo, di previsioni di podio accantonate dal "realismo" e rimesse prepotentemente in gioco dalla "realtà", con tutti i suoi fatti ed episodi di gara.

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Davanti per la Ferrari c'è il GP d'Ungheria (qui gli orari del week end), un tempo pista lenta, dove se andavi forte a Monaco potevi aspettarti il bis, tanto era lenta. Quanto siano cambiati i tratti dell'Hungaroring nel tempo e con le generazioni di monoposto, è un aspetto che abbiamo già trattato proprio all'indomani di Montecarlo.

Vincere? Piuttosto terzi incomodi

Così, attendersi la replica perfetta dello stato di forma visto nel Principato sembra essere una pretesa difficile. Perlomeno è il punto sul quale commenta Charles Leclerc: "Va bene essere ottimisti e vogliamo esserlo tutti dopo prestazioni tanto buone nelle ultime tre gare. Però, dall'altra parte, dobbiamo essere anche realisti. Ci troviamo con un buon morale, sento però che puntare alla vittoria a Budapest sia un po' troppo ottimistico", le parole ad Autosport. "Sarei felice se fossimo appena dietro i primi due team".

Punto d'osservazione comunque ideale per approfittare degli episodi. Il realismo di Leclerc ruota soprattutto intorno alle caratteristiche chieste alla monoposto nel settore centrale, sì con una variante lenta a spezzare il ritmo ma anche diverse curve veloci da quarta e quinta marcia. E anche i tornanti non sono le pieghe lentissime di Monaco, piuttosto veri e lunghi appoggi come la curva conclusiva.

"Non è una pista essenzialmente da curve lente, com'era un tempo. Non penso sarà una pista molto buona per noi, credo sarà una buona occasione per essere dietro Red Bull e Mercedes. Il carico aerodinamico resta sovrano e vediamo dai dati che saranno loro a essere ancora avanti", conclude Leclerc.