Il primo tempo sta per finire. Dopo Budapest vacanze per tutti, mare o montagna che sia. Ma di sicuro non sarà un fine settimana vissuto con la testa alle ferie, da parte di nessuno, perché c'è quell'immagine che dopo quasi due settimane fa ancora discutere: una ruotata che rischia di segnare un mondiale. Al GP Ungheria, manco a dirlo, gli osservati speciali saranno Lewis Hamilton e Max Verstappen. E non è certo una novità.

GP Ungheria: gli orari di Sky e Tv8

Hamilton per la storia

Una spallata al mondiale Hamilton l'ha data anche metaforicamente, passando da 33 punti di distacco della domenica mattina al -8 della sera. Abbastanza per far arrabbiare Max Verstappen, che aveva costruito gara dopo gara un vantaggio che adesso è praticamente un quarto di quello pre Silverstone. Ci sarà voglia di rivalsa, questo suggerisce la scia di polemiche che non si è più di tanto placata tra l'Inghilterra e l'Ungheria, tra conta dei danni, accuse di mancata sportività nei festeggiamenti e via dicendo. Più che al regolamento dei conti immediato, l'olandese della Red Bull deve pensare soprattutto a riprendere la marcia, e può farlo sull'Hungaroring, pista sulla quale è difficile indicare un favorito alla vigilia. Vero che a Monaco la Mercedes ebbe parecchi problemi di gestione delle gomme, ma a Silverstone ha introdotto un pacchetto evolutivo che può dare una mano in vista della tappa magiara, rendendo meno scontata la battaglia su un toboga chiamato "la Montecarlo senza guard rail". E poi, l'Hungaroring è terra di Hamilton, che è ad un passo da un nuovo record storico: vincesse ancora in Ungheria, per lui si tratterebbe del nono successo a Budapest, e mai nessuno è riuscito ad imporsi per nove volte sullo stesso circuito.

Wolff: "Pista che si adatta meglio ai nostri rivali"

Trepidazione per la Pu Honda

La Red Bull è ancora convinta di aver subito un torto, ma le preoccupazioni sono rivolte soprattutto alla power unit montata dalla RB16B di Verstappen al momento dell'incidente in Inghilterra.  La Honda dopo tutte le valutazioni del caso nella sede di Sakura ha dato il via libera alla Red Bull per utilizzare l'unità incidentata, per c'è fiducia a Milton Keynes di non avere problemi. L'ultimissima parola però spetterà alla pista, ed ecco perché l'inizio delle FP1 sarà un momento molto importante nel fine settimana dei bibitari, che faranno molta attenzione negli istanti dell'accensione ed eventualmente dei primi giri in pista. Se contrariamente a quanto suggerito dai nipponici verranno riscontrati malfunzionamenti, per Verstappen non sarebbe una bella notizia: con un propulsore da buttare, per lui sarebbe praticamente una certezza andare incontro ad una penalità in griglia nel prosieguo della stagione. 

Incidente Hamilton-Verstappen, Red Bull chiede il riesame della penalità

Ferrari, Budapest è un'opportunità

Per la prova ungherese c'è anche poco da stare a discutere su assetti e quant'altro, perché si tratta di un circuito che lascia poche interpretazioni. Carico aerodinamico elevato e assetto meccanico che va un po' a copiare quello di Monaco, essendo l'Hungaroring un circuito tortuoso, con ben pochi allunghi e tante curve in successione che ai piloti ricorda i vecchi tempi sui kart. Con queste premesse, ha di che sperare la Ferrari: Budapest sulla carta è il tracciato più vicino a Montecarlo come caratteristiche, e quindi una ghiottissima occasione per la SF21 di ben figurare. Guai a parlare di Ferrari favorita, ma è giusto sottolineare l'opportunità che ha il Cavallino di ritrovarsi nuovamente vicino in termini cronometrici alle due macchine di riferimento di questo mondiale. Quella ungherese è una pista da trazione con curve lente, la condizione migliore per l'attuale Ferrari, che dopo aver sfiorato l'impresa in Inghilterra prende l'aereo per Budapest con una certa dose di ottimismo. Rispetto a Monaco in Ungheria la gestione delle anteriori è più critica (a seconda delle temperature, il rischio graining è elevato), e questo sarà un aspetto da tenere in considerazione, anche se a Silverstone sotto questo punto di vista il Cavallino ha dimostrato di aver fatto notevoli passi avanti rispetto alla Francia. L'altra differenza tra il Principato e l'Hungaroring è che a casa di Leclerc le curve sono più strette e tortuose e soprattutto la media oraria sul giro è molto meno elevata, e per quanto ci siano somiglianze tra i due tracciati restano le sostanziali differenze che ci sono di solito tra un circuito cittadino ed uno permanente. Ad esempio, a Budapest il tratto che va da curva 8 a curva 11 è una successione di curve a velocità sostenuta e non di pura trazione, una porzione di pista con caratteristiche non presenti a Montecarlo. Ecco perché, nonostante le somiglianze, è sbagliato pensare di applicare necessariamente la proprietà transitiva tra Monaco e l'Ungheria.

Adami racconta il "suo" Sainz

Variabile tattica

Sorpassare non è per niente facile a Budapest, che poche volte ha trovato vie di mezzo: o gare ben definite e scontate oppure corse piuttosto imprevedibili. Merito di un meteo che nelle ultime stagioni di tanto in tanto ha regalato qualche scroscio d'acqua capace di vivacizzare i GP. Ed attenzione proprio a questo aspetto, perché al momento di scrivere al bel tempo del venerdì seguiranno un sabato ed una domenica nelle quali non si esclude la possibilità di pioggia, condizione che rimescolerebbe tutte le carte in tavola. In Ungheria l'aspetto strategico non è mai scontato, perché l'asfalto nelle giornate di sole diventa molto caldo e questo provoca un elevato degrado termico, soprattutto sulle morbide, motivo per cui le due soste sono più di un'idea (Pirelli porterà le mescole C2, C3 e C4), ma con la pioggia sarebbe tutto più imprevedibile. 

Verstappen: "Incidente? Ho una mia opinione"