Il budget cap è una novità assoluta per i team di Formula 1, le quali si sono ritrovate per la prima volta a dover sottostare ad un detto delle spese. Come ogni novità, alcuni lati inesplorati stanno venendo a galla, e riguardano la questione dei danni su monoposto e motori che inevitabilmente nel corso di una stagione le squadre devono affrontare.

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Chi sbaglia, dovrebbe pagare

Da Budapest la discussione che è uscita è quella se sia giusto, per un team, pagare i danni di incidenti in cui i suoi piloti non sono colpevoli. Con un tetto massimo di 145 milioni di dollari (circa 122 milioni di euro con il cambio attuale), dover affrontare spese non previste per gli incidenti è un grattacapo non da poco per i team principal, che devono cercare di far quadrare i conti il più possibile. L'idea che è circolata è quella di far pagare i danni alle squadre dei piloti responsabili di questi incidenti, una via che ha trovato favorevoli Mattia Binotto e Christian Horner.

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Binotto non sicuro delle esenzioni

Il numero uno al muretto del Cavallino ha detto al riguardo: "E' una cosa di cui possiamo discutere con gli altri team principal, con la Federazione e con la F1. Avere certe spese comprese nel budget cap se non sei colpevole ora è una cosa ancora più grave. Non penso che aggiungere delle esenzioni sia la miglior soluzione, credo sarebbero spese difficili da controllare. Potremmo però considerare che se un pilota è colpevole, la sua squadra dovrebbe pagare le altre squadre per i danni e le riparazioni. Questo renderebbe i piloti più responsabili".

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Anche Horner favorevole

Ovviamente favorevole anche la Red Bull, che tra Silverstone e Budapest ha avuto danni ingenti tra carrozzeria e motori. Dopo l'incidente dell'Hungaroring infatti sembra che la Pu montata da Perez al momento dello scontro non sarà più utilizzabile: "Penso che quando un incidente dal costo significativo non è colpa tua, non debba essere messo a bilancio. Questo aspetto dobbiamo esaminarlo più in dettaglio con la Fia. E' un qualcosa che può riguardare tutte le squadre, non solo la Red Bull".