Come avevamo già scritto in precedenza, gli incidenti di gara avranno un’influenza maggiore ora che alle Scuderie è stato imposto un limite di spesa.

Sui 145 milioni di dollari di budget cap per il 2021 (che diventeranno 140 nel 2022 e 135 nel 2023), rischiano di pesare moltissimo i soldi spesi per riparare le vetture, cifre ingenti sottratte allo sviluppo e quindi alle prestazioni

Per questo, recentemente, Binotto ha lanciato la provocazione di voler far pagare i danni ai colpevoli riconosciuti dai giudici dei crash in pista.

A metà stagione, spesi 2,5 milioni di euro

Perché? Semplice, il conto del meccanico di Maranello, a metà stagione, è parecchio salato. Gli incidenti di Leclerc a Monaco e Ungheria, e quelli in cui è rimasto coinvolto Sainz sono costati al Cavallino Rampante: “2,5 milioni di euro. Questa è la cifra che abbiamo speso, dal Bahrain all’Ungheria, per i danni subiti in pista e siamo solo a metà stagione” ha detto Binotto.

Tutti hanno accantonato riserve per prevenire questo tipo di imprevisti, ma resta il fatto che di fronte a danni ingenti, da qui a fine stagione, i team rischiano seriamente di intaccare risorse preziose solo per le riparazioni.

Ma qual è la soluzione?

I team chiamati a discutere

"Ci sono state e continuano ad esserci, discussioni in merito", ha detto Binotto. “In caso di un incidente, in cui sei coinvolto senza colpe, è giusto tenere il conto dei danni fuori dal budget cap?”.

“Il punto è importante. Il motivo per cui ho citato la nostra cifra è per mostrare che nel complesso i danni possono pesare moltissimo e quindi, mi chiedo: dovremmo considerare un diverso tipo di regolamento in quei casi?”

“Non è facile trovare una soluzione, ma penso sia qualcosa di cui discuteremo senza dubbio con la FIA, la F1 e tutte le altre squadre nelle prossime settimane” ha concluso Binotto.