Le scuse del giorno dopo sono poca cosa di fronte all'imbarazzante domenica scritta dalla Formula 1 a Spa-Francorchamps. Il pubblico lasciato ore e ore - ben più delle 4 nelle quali si è "completato" il GP del Belgio - al freddo e sotto la pioggia, aspettando un miglioramento meteo che, nella iper-tecnologica Formula 1 moderna, è stato un clamoroso abbaglio.

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Scuse che l'organizzatore del Gran Premio del Belgio porge ai tifosi, fino ad aprire a una possibile soluzione per ristorare i tifosi. Un ristoro che dovrebbe essere economico, visto il costo di un tagliando acquistato per assistere a un Gran Premio che non si è mai corso nei fatti, salvo passare agli annali con un suo ordine d'arrivo e punteggio assegnato ai primi 10.

Farsa da rimborsare

"E' stata una farsa e le sole persone a perdere sono i tifosi che hanno pagato  un sacco di soldi per vederci correre. 

(...) Siamo stati mandati fuori per una sola ragione. Due giri dietro una safety car, nei quali non c'era possibilità di guadagnare o perdere una posizione o offrire divertimento al pubblico non è gareggiare. 

Avremmo dovuto solo chiuderla, non far rischiare i piloti e, cosa più importante, rimborsare i tifosi che rappresentano il cuore del nostro sport". Così, Lewis Hamilton. Chiaro che più non si potrebbe. 

È una chiarezza che arriva però a decisioni assunte, come le prese di posizione delle squadre. La direzione gara decide il da farsi e tutti si sono adeguati. Funziona così con le procedure e le norme da rispettare.

Iniziative per il pubblico

"Pensiamo al pubblico e non lo dimentichiamo. Faremo qualcosa, vogliamo che il pubblico ritorni. Non so cosa dire oggi, cosa sarà fatto e come verrà fatto", sono le parole della direttrice del circuito, Vanessa Maes a RTBF.

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"Spa vuole esprimere la più profonda delusione per l'esito del Gran Premio. Per la mia squadra questa è stata la conclusione di un anno di duro lavoro, a superare molti ostacoli, però, sfortunatamente c'è ancora qualcosa sulla quale non abbiamo il controllo. Ho sempre detto che la salute del nostro pubblico è la cosa più importante, come quella dei piloti. 

La sicurezza viene prima di ogni altra cosa e rispetto la decisione della direzione gara. Ovviamente condivido l'enorme disappunto dei nostri clienti che si sono comportanti in modo esemplare in questa giornata. 

Adesso riposerò un po' e guarderò al futuro. Nei prossimi giorni rifletterò e discuterò con la Formula 1 su come compensare i nostri spettatori dopo questa causa di forza maggiore", ha proseguito a DHnet.be.

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Chi paga?

Compensazioni che andranno discusse a fondo, capire se si tratterà di un rimborso completo dei tagliandi, di agevolazioni per una futura edizione del Gran Premio e, soprattutto, se l'iniziativa andrà interamente sulle spalle dell'organizzatore o vedrà anche la Formula 1 fare la propria parte.

Il GP del Belgio si è "corso", i diritti alla FOM sono stati pagati e l'organizzatore ha incassato le vendite dei tagliandi, sostenendo i costi per gestire l'evento. Chi accetterà di mettere mano al portafoglio?