GP Olanda inedito, Ferrari: "Fondamentale essere ben preparati dal simulatore"

GP Olanda inedito, Ferrari: "Fondamentale essere ben preparati dal simulatore"© Ferrari

Matteo Togninalli spiega il metodo di lavoro della squadra nell'avvicinamento a un Gran Premio su un circuito inedito come Zandvoort. Dal lavoro al simulatore al tempo per i piloti, nelle libere, per imparare a sfruttare la pista

F.P.

2 settembre

Alla scoperta di Zandvoort, GP d'Olanda dopo 36 anni. Diverso da tutto quel che già c'è in calendario, a partire da come squadre e personale arrivano in circuito: un passeggiata da lungomare, dai parcheggi al paddock. C'è poi l'attesa per scoprire, dal vivo, cosa vuol dire girare su una pista con molte curve sopraelevate, tutta riasfaltata ma con il rischio che il vento porti una patina di sabbia e condizioni i livelli di aderenza e il degrado della gomma.

"Una cosa unica di Zandvoort è l'avere quasi tutte le curve un certo banking. Vuol dire che la curva non è piatta ma inclinata. Arriviamo a estremi fino ai 15-17 gradi, è qualcosa di decisamente nuovo per noi". E' Matteo Togninalli, responsabile dell'ingegneria in pista Ferrari, a introdurre il GP d'Olanda, quel che troveremo nell'arco del week end.

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Pista breve e sempre in curva

"In generale è un giro relativamente corto, una pista stretta e correrci sarà sfidante per i piloti, i sorpassi non saranno così semplici. Ci sono tante curve e anche i rettilinei non sono poi davvero dritti. Le velocità sono piuttosto elevate, solo una curva si affronta a 100-120 orari, tutte le altre sono da 120 orari in su, la più veloce a 250-270 orari. Sarà una pista molto impegnativa sotto il profilo tecnico e fisicamente per i piloti.

Il circuito è stato completamente riasfaltato dal nostro partner tecnico Shell e ci aspettiamo un'alta qualità dell'asfalto e alti livelli di aderenza".

Orfani della telemetria, simulazioni intensificate

Lo scorso anno, prima che venisse cancellato il Gran Premio e rinviato al 2021, per conservare un elevato tasso di "sorpresa" una volta in pista, si era annunciato un limite alla fornitura dei dati essenziali per avviare le simulazioni. Provare a rendere l'esordio sulla "nuova Zandvoort", 35 anni dopo l'ultima edizione, il più possibile al buio. 

Lo strumento è essenziale, la simulazione per familiarizzare con il tracciato e non solo. Iniziare un lavoro di definizione dell'assetto di base. "Solitamente la preparazione dell'evento si basa su molte attività, tante in base a dati storici. Su un circuito nuovo abbiamo un approccio differente, poiché non abbiamo questi dati di telemetria. Il processo inizia piuttosto in anticipo, sotto il profilo del design della macchina tutto avviene con 5 mesi di anticipo, a un livello non molto approfondito. 

Poi passo dopo passo acquisiamo sempre più dettagli, iniziando a utilizzare il simulatore. È il momento in cui abbiamo le prime caratteristiche dell'asfalto, della pista in termini di pendenze e quote.  Poi osserviamo tutto questo processo nel suo insieme, fino ad arrivare al punto in cui pensiamo di essere piuttosto vicini a quella che sarà la realtà. È la fase in cui portiamo i piloti al simulatore", spiega Togninalli. 

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Al venerdì già con una base solida

Una pista inedita non rappresenta un grande problema per i piloti, imparare il circuito è solitamente un lavoro che una dozzina di giri riescono a portare a termine bene. Tuttavia, nel pianificare il lavoro del venerdì, il fattore "familiarità" con il circuito ha un peso superiore al solito: "Su un nuovo circuito è fondamentale presentarsi in pista ben preparati, perché oggi le sessioni di prova sono sempre più corte, quindi quello che puoi fare nel corso del week end di gara non è molto. Penso che devi avere già chiaro in mente la direzione da intraprendere e i 'cosa fare se'. 

Anche oggi (martedì; ndr) abbiamo i nostri piloti al simulatore, è utile per loro per imparare la pista, trovare la traiettoria ottimale. I piloti, per esperienza, posso dire che imparano la pista molto in fretta. Però è vero, dobbiamo dargli più tempo, prima al simulatore e poi con la passeggiata in pista, un modo sempre utile per scoprire i dettagli; fino poi a dare più tempo nelle libere. Non ci concentreremo nel fare nessun test, piuttosto sul far guidare i piloti e successivamente a fare le regolazioni di dettaglio sulla monoposto".

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