Sulla carta Lewis Hamilton sapeva che sarebbe stato un fine settimana difficile, e la pista lo ha dimostrato nella pratica. Un 2° posto, un giro veloce sudato all'ultimo giro ed una leadership non più nelle sue mani comunque non hanno abbattuto lo stato d'animo dell'inglese, uscito sereno dal GP d'Olanda.
 
Hammer comunque non rimane a bocca asciutta visto che oggi colleziona il 175° podio in carriera (il 10° quest'anno, 4° consecutivo): Zandvoort è il 33° circuito in cui va a podio.
 

Max come Mosè

A caldo, Hammer ha parlato così della corsa di Zandvoort: "Una grande gara ed un grande pubblico. Onestamente è stato un weekend fantastico, Max ha fatto un ottimo lavoro e congratulazioni a lui. Io ho dato tutto quello che avevo, ho spinto a tutta dall'inizio alla fine ma non potevo andare più veloce di così, loro erano più veloci di noi. Mi sono divertito tanto qui in Olanda, ringrazio il pubblico per l'ospitalità.
 
Vicino a Max nel traffico? Era dura, dovevi fare come nel Mar Rosso, da ora Max lo chiamerò Mosè, perché era difficile districarsi nel traffico e passare ma lui ce la faceva. Giro più veloce? Il mio ultimo giro è stato uno dei momenti più belli della gara, questo tracciato è incredibile, sul giro secco e con poco carburante è una pista bellissima. Non vedo l'ora di tornare, è già uno dei miei circuiti preferiti. Questa pista è davvero difficile sia a livello fisico e sia mentale. Non eravamo abbastanza veloci in generale quest'oggi, avevamo bisogno di un po' di fortuna col traffico e non l'abbiamo avuta. Stessa cosa coi pit stop: non erano perfetti. E c'era bisogno anche di una strategia al top che non c'è stata. E quindi abbiamo fatto un lavoro migliore nel complesso. Pit stop col tempismo sbagliato? Sì, decisamente sì con la seconda sosta che è andata come è andata. Riguarderemo tutto e cercheremo di capire cosa migliotare. Per me è stato un grande weekend. Ho mancato le FP2 al venerdì e riuscire a recuperare e arrivare così vicino mi rende felice".