Già Charles Leclerc, nel raccontare le primissime sensazioni dalla "guida" della monoposto 2022, anticipava: è molto, molto diversa. Soprattutto nelle curve lente.

Le squadre lavorano ai progetti del prossimo campionato, che sono ancora soluzioni e idee da sviluppare, direzioni tecniche da esplorare su un impianto di base che è stato oramai definito.

Ai piloti restano le sensazioni del simulatore, ovviamente frutto delle caratteristiche dinamiche attese sulla base delle scelte condotte in questo stadio della progettazione.

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Diversa in peggio

Anche Lando Norris rivela un po' del "come saranno" le macchine del 2022. "E' una macchina molto diversa da guidare e per certi versi non è piacevole come quella attuale", dice intervistato da motorsport.com.

Non è necessariamente un male che per i piloti siano macchine "brutte" da guidare. Serve ricordare qual è la condizione di partenza e l'obiettivo ricercato dalla Formula 1: consentire a due o più monoposto di gareggiare, correre a distanze ravvicinate senza condizionare eccessivamente i livelli di aderenza per un'aerodinamica che lavora in aria turbolenza, porta a perdite di carico, quindi di grip e di cattivo funzionamento delle gomme.

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L'ambizione del gruppo tecnico di lavoro che ha scritto il regolamento tecnico è di arrivare a una diminuzione di carico aerodinamico in aria "sporca" che sia appena del 20%, più che dimezzato rispetto a quanto avviene oggi.

Evoluzione costante

Norris che alle sensazioni personali, avute al simulatore, aggiunge: "Penso che siano le stesse per tutti i team, vedremo. Non ha senso provare a immaginare se siano sensazioni fantastiche o terribili. Si dovrà fare il miglior lavoro possibile e speriamo di arrivare il prossimo anno, ai test invernali, con una buona macchina". Macchina che oggi è file di progetto, numeri, "forse non la vedremo fino al prossimo anno, la macchina. Ogni settimana c'è qualcosa di nuovo e diverso". In condizioni di stabilità regolamentare, è solo nel mese di dicembre che inizia la fase di produzione dei componenti necessari ad assemblare il primo esemplare.