Tra il giro 36 (pit di Verstappen) e il giro 50 hanno corso in una sorta di "terra di mezzo", con un azzardo da giocare e la possibilità che si trasformasse in un colpaccio. Sono stati i giri tra la logica di una decisione strategica ultraconservativa e l'ultima tornata utile per "mettere una pezza" a uno scenario che sempre più, agli occhi degli ingegneri al muretto Mercedes, appariva difficile si potesse realizzare: arrivare al termine del GP di Turchia, con Hamilton, senza cambiare le gomme intermedie e mantenendo la posizione sul podio.

Ocon è riuscito nell'"impresa", ma da tutt'altra prospettiva rispetto a Hamilton e Mercedes. "La chiamata corretta credo sarebbe stata quella di essere molto conservativi, fare il pit-stop quando tutti gli altri si sono fermati, anche rientrando dietro Perez, dietro Leclerc, per poi lottare in pista per la terza posizione. Quella probabilmente sarebbe stata la chiamata corretta", analizza Toto Wolff.

Round di passaggio

Istanbul non era la gara in cui andare a vincere il mondiale, di certo poteva diventare una in cui rischiare di perderlo. Col senno di poi, dell'azzardo da portare fino all'arrivo, di una speranza di conservare il piazzamento sul podio, è vero che sul tavolo di Hamilton ci sono 5 punti in meno all'attivo. Da un'altra prospettiva, però, il GP di Turchia ha consentito di superare la penalità per la sostituzione della power unit rimediando 8 punti da Verstappen e ripartendo alla volta di Austin, tra due settimane, con un distacco di 6 lunghezze.

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"La gomma intermedia sembrava davvero pericolosa, però pensavamo di poter forse soffrire là fuori e finire terzi senza fermarci o, se fosse apparsa una traiettoria asciutta, pensare alla gomma slick morbida. 

Indicatore Leclerc

Abbiamo valutato tra il rientrare ai box - forse una scelta molto conservativa - in lotta con Leclerc e Perez per la terza posizione in pista, oppure, prendere un azzardo e vincere o finire terzi. Poi Leclerc ha iniziato a crollare(pit al giro 47; ndr), le gomme di Lewis pure: non ce l'avremmo fatta ad arrivare alla fine. Se fosse rimasto fuori, alla fine avrebbe perso la posizione su Gasly", spiega Wolff, che alle sensazioni di Lewis abbina altro: "In macchina sentiva bene le gomme ma girava a 1"5 dal ritmo e avrebbe perso la posizione in ogni caso. 

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È chiaro, in macchina hai una quantità di informazioni limitate; in generale, penso sarebbe stata la cosa peggiore da fare".

Lo scenario peggiore ha dettato il pit

La chiamata del muretto per il cambio gomme è arrivata in tempo limite prima che Gasly passasse davanti, un ostacolo in più col quale fare i conti negli ultimi 8 giri di gara, oltre a una gomma intermedia nuova che nelle condizioni di pista umida non funzionava come una intermedia usurata. "Se guardate a Esteban, è stato superato da Stroll a 5-6 giri dal termine e ha concluso 17" alle spalle, questo dice quanto in fretta decadono i tempi. Questo è quel che è passato nelle nostre teste, non si tratta solo del ragionare in termini di riusciremo a tenere questo passo. Esteban ha perso ulteriori 2 secondi nel breve run verso la fine, e così sarebbe finita", spiega Andrew Shovlin, direttore dell'ingegneria in pista. Ocon che, all'ultimo giro, ha perso tutti i 4 secondi di margine che aveva su Antonio Giovinazzi, arrivato a un nulla (7 decimi) dalla decima posizione.

"Passeremo in esame tutti i dettagli ma siamo piuttosto certi che Lewis avrebbe perso quelle due posizioni, se non a rischio di perderne delle altre.

Abbiamo avuto una breve riunione e adesso capisce le ragioni. C'è della delusione ma se guardiamo al modo in cui abbiamo agito, è stato ragionevole. In una lotta per il campionato c'è sempre un punto in cui devi fermarti nel prendere rischi e ragionare nel limitare le perdite".

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