2 di 2

FLOP

Daniel Ricciardo

Disperso sul Bosforo. Una qualifica deludente porta la McLaren a sostituirgli la power unit, scelta logica dato che sarebbe partito comunque tra gli ultimi, ma è il prologo di una domenica in cui proprio non c'è. Abbastanza indicativo, e imbarazzante, il confronto diretto con Sainz: partito accanto a lui, lo spagnolo scappa via mentre Daniel resta invischiato nel traffico, senza guizzi né sorrisi. E' il primo a cambiare gomme, forse più per disperazione che per scelta ponderata, ma anche quello non cambia la sostanza alla sua corsa: finisce 13°, doppiato e con nessun aspetto positivo dalla trasferta in Turchia. Un'involuazione piuttosto preoccupante anche per la McLaren, che ad Istanbul non è mai stata in grado di stare vicino alla Ferrari: adesso ci sono 7,5 punti da difendere nel Costruttori.

Binotto: "C'è amarezza, ma giusto provarci"

Fernando Alonso

Di lui, che della visione di gara ha fatto un'arte, ha sorpreso vedere quell'aggressività nei primi chilometri: al via si è gettato all'esterno di Gasly rischiando e pagando l'azzardo, poi ha fatto il classico fallo di frustrazione nei confronti di Schumacher, quando nella foga di rimontare è entrato nella fiancata di Mick, rovinandogli la gara. Di Pierre a caldo ha detto che è “un idiota”, con Schumi invece è andato a scusarsi perché la responsabilità, in quel caso, era a senso unico. I commissari nell'episodio della prima curva gli hanno dato ragione, ma non è che Gasly avesse tutte queste opzioni per evitare il contatto: all'interno aveva Perez ed all'esterno c'era lui, e per di più il volante dell'AlphaTauri, al momento dello scontro, era tutto girato verso sinistra. Si poteva quindi lasciar correre, catalogando l'episodio come incidente di gara: perché quando ti fiondi all'esterno di due vetture in quella maniera lì, lo sai che qualche rischio te lo prendi. Peccato, perché dopo un'ottima qualifica c'erano tutte le premesse per assistere ad un'altra grande gara di un giovane 40enne.

Sainz: "Oggi non possiamo lamentarci"

Sebastian Vettel

Spesso e volentieri ci ha visto lungo, ieri invece ha cannato completamente la scelta. Un azzardo eccessivo, un errore di valutazione anche pesante per uno esperto come lui, guidato forse più dalla voglia di fare il colpaccio piuttosto che dal pensare all'ennesimo, risicato piazzamento in zona punti. Stava entrando a fatica nei dieci, da qui la decisione, sbagliata ma coraggiosa, di tentare la via delle slick, e per di più le medie: forse aveva paura di un eccessivo graining con le morbide, che è l'unica spiegazione plausibile per cui abbia preferito una mescola più dura, di solito penalizzante sull'umido salvo rari casi. Il tedesco si è assunto la responsabilità della chiamata, rendendosi conto a sue spese che le medie fossero completamente impossibili da “attivare”, nel senso che non c'era verso di mandarle in temperatura, oltre al fatto che la pista era ancora troppo scivolosa per premiare la scelte delle gomme da asciutto.

GP Turchia: il fine settimana in 5 punti

2 di 2