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Max Verstappen

Quello che sembrava un inciampo, è diventato un gradino per raggiungere la meta. Nella fattispecie, stiamo parlando di Mick Schumacher. Lui, che con la sua Haas da doppiato stava rallentando Verstappen senza trovare il momento giusto per farsi da parte, è diventato senza volerlo un preziosissimo alleato dell'olandese: all'ultimo giro infatti ha consentito alla Red Bull di prendere il Drs ed annullare di fatto ogni possibilità di sorpasso a Lewis Hamilton. Quel lungo rettilineo tra curva 11 e 12 per Max era l'ultimo brivido da affrontare prima di andare a mettere in saccoccia l'ottavo centro stagionale. Ha corso alla grande Verstappen, degno cavaliere di una macchina, la RB16B, andata più forte delle aspettative ad Austin. Al via ha chiuso in modo aggressivo ma corretto, poi ha provato in tutti i modi a passare Hamilton in pista prima che arrivasse il momento di attuare le strategie: e ieri era talmente lucido da suggerirei lui la miglior mossa possibile con la macchina di Perez, fondamentale alleato nell'indurre la Mercedes a non ritardare più di tanto la prima sosta. Nel finale, con meno gomma, ha dovuto stringere i denti, ma l'ha saputa anche gestire: ha fatto avvicinare Hamilton fino a quando le turbolenze della sua Red Bull non hanno messo in crisi una Mercedes che a quel punto ha cominiciato a faticare. Max poi si era tenuto un po' di gomma, usata perfettamente nel primo settore, quello veloce, dove serviva tenere lontano Hamilton per impedirgli di prendere il Drs. Vittoria dal peso specifico importante su una pista apparentemente pro-Mercedes (almeno alla vigilia), anche se adesso è bene non guardare troppo la classifica per non farsi venire le vertigini: Messico e Brasile sono due tappe da prendersi di forza, solo dopo potrà pensare di gestire.

Verstappen: "Belli gli ultimi giri"

Lewis Hamilton

Dal rientro in pista dopo la pausa esitva, cioè da Spa in poi, ha guadagnato punti su Verstappen in un solo fine settimana su cinque, un po' poco. Il trend, insomma, è negativo: e anche se lui si sta dimostrando un corridore eccezionale, i sorrisi forzati di ieri nascondono un'inquetudine crescente. Con ancora 5 GP da disputare, 12 punti sono pochi, che tu sia lepre o cacciatore in entrambi i casi non puoi stare tranquillo. Ma nella terra che tanto ama, forse Lewis non si aspettava di dover fare così tanta fatica. Fanno paura le prossime due trasferte, sui circuiti dei fratelli Rodriguez e di Interlagos: là servirà inventarsi qualcosa per impedire a Max di prendere troppo il largo. Lui non mollerà, è troppo esperto per non sapere che gli imprevisti sono dietro l'angolo: e con l'affidablità spremuta fino a questo punto, è pure da mettere in conto qualche rottura; capitasse a lui sarebbe finita, capitasse a Max sarebbe un regalo da scartare con gli occhi luccicanti. In fabbrica chiederà di più Lewis, perché l'ottava corona è ancora alla portata: e se in qualche modo passerà indenne Messico e Brasile, poi ci sarebbero tre tappe con tanti punti interrogativi, e là potrebbe metterci del suo.

Hamilton: "Gran lavoro di Max e del mio team"

Sergio Perez

Se il tifo in America è stato questo, chissà cosa troverà in Messico tra due settimane. Arriva alla tappa di casa con qualche sorriso dopo delle ombre di troppo, e nei prossimi due GP dovrà fare di tutto per essere quanto più vicino a Verstappen: inserirsi tra Max ed Hamilton sarebbe fondamentale per la Red Bull su due piste favorevoli alla RB16B. Pensare di vincere con Verstappen nei paraggi non è cosa, ma può togliersi le sue soddisfazioni e dimostrare, nel finale di stagione, che Horner e Marko hanno fatto bene sia a sceglierlo l'anno scorso che a rinnovargli il contratto. Due podi di fila non li faceva da giungo, e soprattutto ieri, per la prima volta dal Paul Ricard, è finito davanti a Bottas; merito suo dunque se la Red Bull è riuscita ad accorciare nella lotta per un titolo Costruttori ancora alla portata. Ha fatto da esca nella prima sosta, poi non ha più avuto il ritmo per restare vicino ai primi due, complice l'impossibilità di idratarsi che lo ha messo alla frustra dal punto di vista fisico. Così, ha solo dovuto condurre la macchina in porto per un podio mai stato in discussione. Avanti così.

Binotto: "In Messico saremo competitivi"

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