GP Messico: i top e flop della gara a Città del Messico

GP Messico: i top e flop della gara a Città del Messico© Getty Images

Verstappen corre da primo della classe, supportato da una Red Bull eccezionale; tanti applausi per Gasly che batte una Ferrari comunque promossa: leggete di seguito il perché. Malissimo Alfa, Ricciardo e Bottas

Matteo Novembrini

8 novembre

TOP

 

Max Verstappen

Un pilota fortissimo di solito diventa campione quando riesce a dosare, nella giusta misura, testa e cuore. Quello che Max ha faticato un po' a capire, forse perché imbrigliato, negli anni scorsi, in una inferiorità tecnica che non consentiva più di qualche vittoria di tappa. Situazioni sporadiche che però oggi, per sua fortuna, sono diventate quasi la regola. Nove vittorie in 18 GP, esattamente la metà delle corse di questo 2021 sono finite nelle sue mani: numeri mica banali, così come non banale è il +19 in classifica su Hamilton: distacco che non dà certezze, ma almeno una buona dose di ottimismo. Comunque, dicevamo di testa e cuore: ha virato fortemente sul secondo termine Max al momento della partenza, quando ha calato subito il jolly di giornata sfruttando la parte sinistra, e più pulita, della pista; si è aggrappato ai freni tardissimo, nel tentativo di passare anche a costo di andare un pelo lungo. La verità è che ha avuto fegato a giocarsi un attacco così, in quella maniera. Ma se lo ha fatto, è anche perché se la sentiva di farlo: prendere tutti quei metri di vantaggio con macchine piene di benzina è sintomo di una sensibilità di guida sopraffina, un qualcosa molto meno banale di quanto possa sembrare una qualunque staccata ritardata. Ha fatto un capolavoro, è questo il termine giusto: un capolavoro che ha messo la gara in discesa. La Mercedes non ne aveva, ed anche se la qualifica era andata male in cuor suo Max si augurava di ritrovare la stessa RB16B del venerdì. Superiore a tutti, senza se e senza ma. Per la gioia di Adrian Newey, tornato sul podio in Messico a prendersi gli applausi dopo l'incidente in bici di questa estate. L'ingegnere di Stratford-upon-Avon ha voluto fare il pompiere, prendendo l'esempio della vigilia di Silverstone, quando nello spazio di due gare Max è passato da +32 a -8, per indicare che il margine non è ancora sufficiente per lasciarsi andare; però ci ha anche tenuto a paragonare la cavalcata di Città del Messico a quella in Austria, altra gara dominata dall'olandese. Ora sotto con il Brasile, altra gara da vincere: solo dopo, ed in caso di successo, potrà gestire.

 

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Pierre Gasly

Inquadrato poco, pochissimo. Quasi mai. Eppure, merita uno scroscio di applausi. Veloce, consistente, perfetto. La AT02 nelle altitudini messicane si è trovata bene, lui ha fatto quello che sta facendo praticamente da inizio anno: concretizzare. Vincendo pure il confronto con le Ferrari, che pure si erano potute permettere di differenziare la strategia giocando sulla superiorità di avere due macchine contro una. Pierre non si è scomposto, con la squadra che si è mossa bene: ha reagito all'undercut di Leclerc, prestando il fianco sulla distanza ad un Sainz che però avrebbe avuto bisogno di un GP più lungo per balzare davanti al francese, dal canto suo bravissimo a gestire la gomma dura per tutto lo stint. Altri 10 punti netti recuperati all'Alpine, adesso è 106 pari: e gran parte è merito suo.

 

Hamilton: "Max era troppo forte"

 

Ferrari

Ferrari tra i promossi di giornata? Sì, da un punto di vista quantitativo. Perché alla fine la bontà di un fine settimana, in questo scorcio di 2021, dipende soprattutto in relazione alla McLaren. E nel confronto con Woking non c'è stata partita: 18-1 con la complicità di Ricciardo e l'obbligo da parte di Norris di partire dal fondo, un parziale utile a balzare al terzo posto tra le squadre. Se poi siano più demeriti della McLaren o meriti della Rossa, si può discutere: ma nelle ultime tre gare il Cavallino ha guadagnato ben 31 punti sul team color papaya. Qualitativamente, invece, c'è parecchio da rivedere: Gasly è andato più forte, le Rosse si sono prese un giro (Leclerc ha evitato il doppiaggio di pochissimo) ed in generale le prestazioni, su una pista teoricamente favorevole, non sono state all'altezza. Passato anche il Messico, senza cataclismi non ci saranno giornate di gloria in questo 2021: occorre massimizzare la SF21 per artigliare questo obiettivo minimo del podio tra i Costruttori, tutto il resto, ormai è storia nota, è solo attesa del 2022.

 

GP Messico: l'analisi di Binotto

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