GP Brasile: i top e flop del fine settimana

GP Brasile: i top e flop del fine settimana© Getty Images

Gara strepitosa da parte di Lewis Hamilton, ma applausi anche ad un Verstappen che prova di tutto prima di alzare bandiera bianca; Bottas fa il suo mentre Tsunoda e Schumacher sbagliano

Matteo Novembrini

15 novembre

TOP

Lewis Hamilton

Assetti, motore fresco, aerodinamica, gomme. E poi c'è tutto quello che gli ingegneri non possono prevedere e nemmeno calcolare. La variabile “x” contenuta nell'equazione che porta al risultato finale. Non una variabile impazzita, bensì perfetta: i 95 giri di Lewis Hamilton (i 24 della Sprint Qualifying più i 71 del GP vero e proprio) sono stati un'opera d'arte, un qualcosa che esula da calcoli e strategie. Ne aveva una soltanto di strategia, Lewis: attaccare, dall'inizio alla fine. Lo ha fatto con una Mercedes strepitosa, ma sottolineare i pregi della W12 non deve portare a sminuire il talento, la guida sopraffina di uno capace di portare a casa qualcosa come 101 vittorie. Tra Mercedes e Red Bull, in Brasile non ce n'era; ma la tre giorni di Interlagos con Lewis Hamilton al volante è stata un corso accelerato di guida, con Lewis ad azzeccare ogni decisione, ogni momenti nell'effettuare i sorpassi. Prendendosi pure qualche rischio quando era il caso di farlo, perché solo così avrebbe recuperato complessivamente 24 posizioni in due gare. Bisogna solo applaudire, applaudire forte fino a farsi arrossare le mani: il popolo brasiliano lo ha fatto, e sembrava davvero che Lewis fosse uno di loro. Svettava sopra la marea verdeoro, avvolto nella bandiera brasiliana: ad Ayrton sarebbe piaciuto.

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Max Verstappen

Questa forse non se l'aspettava. Alla vigilia probabilmente contava di disporre di un piccolo vantaggio di macchina, ma subito ha compreso che non sarebbe stato così. Mentre la Mercedes con solamente un'ora di libere a disposizione è riuscita a risolvere i problemi incontrati nei primi giri delle FP1 (Hamilton era piuttosto scontento dell'anteriore), la Red Bull restava tutto sommato lì, con prestazioni non all'altezza della W12. A Max, comunque, si può rimproverare ben poco: ha perso un punto sabato, domenica è scattato come un rapace ed ha fatto di tutto per tenersi dietro Hamilton, anche a costo di calare sul tavolo una difesa sopra le righe. Hanno girato larghi entrambi, e dopo aver giocato il jolly si è beccato una bandiera bianco e nera, l'ultima prima di una sanzione, per aver zigzagato in rettilineo. Trucchi del mestiere, non serviti nella battaglia di Interlagos. Se la W12 si presenterà in questa forma anche domenica prossima, saranno dolori; lui però a questo mondiale ci crede e si aggrapperà con tutte le forze ai suoi 14 punti di vantaggio.

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Valtteri Bottas

Quella di Hamilton è stata un'altra lezione di guida, lui però è stato ben lieto di dare il suo contributo. Ha fregato Max al via del sabato, si è preso la seconda sprint race su tre ed ha provato a metterci del suo, partendo però malissimo domenica. Il GP non è che sia stato un sussulto di emozioni, se si guarda la gara dal suo abitacolo: ha fatto sfilare Lewis, ha messo un po' di pressione a Perez e poi la virtual safety car gli ha dato una mano per ritrovarsi davanti al messicano senza il minimo sforzo. Dopo il via di Città del Messico, è riuscito a farsi perdonare.

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