Vedere due Red Bull davanti e una Ferrari subito dietro, con le Mercedes a seguire, non è certo una situazione usuale. E va quindi spiegata. Bene Verstappen che sfrutta una pista più "calda" rispetto a Ricciardo per segnare 1'36"766 e superarlo quindi di 0"266. Nel secondo stint di "simulqualifica" Ricciardo ha incrociato in pista Raikkonen e così non ha potuto puntare a migliorare, mentre il finlandese aveva appena ottenuto il 3° crono a 0"518. 

I tre hanno quindi scavalcato entrambe le Mercedes, con Hamilton 4° a 0"717 e Rosberg 5° a 1"018. Va detto però che loro hanno ottenuto questi tempi con le gomme soft, ma quando hanno provato con le supersoft (che teoricamente danno un vantaggio di 8-10 decimi al giro) sono parsi veloci ma non abbastanza, meno del consueto. Ciò accende qualche speranza di una qualifica più combattuta del solito. 

Al sesto posto segue Vettel (+1"128) che però ha concluso anticipatamente la sessione dopo aver segnalato un problema alla quinta marcia, quindi al cambio, sul quale si sta lavorando ai box Ferrari. Seguono Hulkenberg 7° a 1"182 e Bottas 8° a 1"422 a proseguire la lotta tra Force India e Williams (anche con Perez 11° e Massa 13°) mentre la top ten è chiusa dalle McLaren, un bel risultato di squadra avendo portato Button 9° a 1"446 e Alonso 10° a 1"686. 

Ora si passa dunque alle qualifiche, che inizieranno alle ore 20 italiane, ricordando che potete trovare qui tutti i riscontri delle prove.

Introduzione

Inizio alle ore 17 italiane (le 10 di mattina sul posto) per l'ultima ora di prove libere in preparazione al GP degli Stati Uniti e alle sue qualifiche, queste invece alle ore 20. Il tutto sempre seguito dalla nostra cronaca diretta in parallelo su web e Twitter, mediante il nostro account @autosprintLIVE (specie adesso che i problemi di ieri a Twitter sembrano risolti).


È l'ultima occasione per la messa a punto finale e per rimediare a qualche semplice errore, come può essere stato ieri nelle simulazioni di qualifica da parte dei ferraristi ma anche di Hamilton, pur ben sapendo che né Rosberg né le Red Bull se ne staranno certo a guardare. Per non parlare di Williams e di team minori che dovranno impegnarsi per risalire oppure, come nel caso di Renault e Sauber, per dimostrare che certi segnali positivi non sono stati solo effimeri barlumi di speranza.

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