Ferrari, Rueda: perché la gomma dura e non morbida con Sainz

Ferrari, Rueda: perché la gomma dura e non morbida con Sainz© Ferrari

Il "bivio" strategico nel finale di corsa in Canada ha offerto al muretto Ferrari la scelta tra gomme dure e gomme morbide, nuove, per provare l'attacco su Verstappen

F.P.

23 giugno

C'era una strategia alternativa a quella decisa dalla Ferrari con Carlos Sainz nel finale del GP del Canada, per provare a scrivere un esito diverso?

L'assalto del pilota spagnolo si è infranto contro una Red Bull sì più lenta a parità di gomme ma non con un delta sufficiente per provare l'attacco. Col senno di poi, nel dopogara di Montreal, Carlos ragionava dello scenario alternatvo: e se avessimo montato le gomme morbide? Chissà. 

A spiegare le scelte, i pro e contro dell'una e dell'altra direzione, è Inaki Rueda, nel debrief post-GP del Canada. 

Ocon un muro per Leclerc e il pit lento

Se per Leclerc il muro insuperabile a condizionarne la gara è stato rappresentato dall'Alpine di Ocon, insieme a un pit-stop lento che ne ha complicato ulteriormente la corsa, per Sainz altre sono state le prospettive.

Si guardava a una gara su singolo pit-stop, fermata tra giro 20 e 25, marcando l'unico avversario da considerare: Verstappen.

Fare l'opposto rispetto a Verstappen

"Al giro 7 è uscita una Virtual Safety Car e sapevamo che la nostra gara era su Verstappen e con lui solamente. Eravamo convinti di avere velocità a sufficienza per fare quello che volevamo e comunque riuscire a finire davanti al resto del gruppo. 

Abbiamo deciso di fare l'opposto di quel che ha fatto Verstappen. Verstappen si è fermato al giro 7 e noi siamo rimasti fuori, questo ha dato giri a Carlos in aria libera. 

Tra il giro 7 e il 19 Carlos è stato in testa e Verstappen non riusciva ad avvicinarsi. A quel punto pensavamo a Carlos su una gara su un singolo pit-stop e Verstappen su due. 

Al giro 19 c'è stata una seconda VSC, una seconda opportunità, non era ideale (finestra di pit tra giro 20 e 25; ndr) ma abbiamo deciso di coglierla.

Carlos è entrato e la VSC è terminata nel mezzo del nostro pit-stop. Anziché avvantaggiarsi pienamente della VSC, abbiamo grossomodo preso tre quarti del suo vantaggio", ricostruisce Rueda. 

Perché le gomme dure nuove 

Poi, la fase cruciale, nel finale di corsa: "Al giro 49 è entrata la Safety Car, appena 3 secondi prima che Carlos entrasse al pit. Abbiamo dovuto prendere una decisione in una frazione di secondo, di entrare e cambiare gomme. Da lì abbiamo dovuto cambiare la strategia in una su due soste. A quel punto non si tratta solo di decidere se entrare o meno ma anche quale gomma montare. Avremmo potuto montare una gomma dura nuova o una nuova morbida".

Un dettaglio, nella decisione su quale mescola utilizzare per avere le migliori chance di attacco, è legato all'utilizzo del DRS.

"La morbida sarebbe stata buona per il primo giro però verso la fine dello stint avrebbe sofferto; la dura sarebbe stata una gomma più forte dopo 3-4 giri. Considerato che alla ripartenza dopo Safety Car le macchine non hanno il DRS, poiché devono passare due giri, pensavamo che fosse la gomma dura la migliore dal giro 3-4 per attaccare Verstappen. 

Carlos è stato in grado di sfidare Verstappen per tutto il finale di gara, sfortunatamente non è riuscito a sorpassarlo.

Stiamo recuperando dopo risultati molto negativi, ovviamente non siamo contenti dell'esito del Canada ma stiamo lentamente ricostruendo per tornare là dove dovremmo stare".


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