Annualmente si ripropone come il sedile al centro dei rumors più disparati, quello di Kimi Raikkonen in Ferrari. Accadde lo scorso anno, con Bottas serio candidato a rilevare il connazionale, e accade oggi, con un contratto da confermare o guardarsi intorno alla ricerca di alternative di livello per sostituirlo. Ha sofferto qualche passaggio a vuoto, vedi Montecarlo, bestia nera tra i circuiti del mondiale, ma in una valutazione più ampia del rendimento garantito da Raikkonen quest'anno, si legge una differenza di "soli" 15 punti tra lui e Vettel nel mondiale: 81 contro 96. 

Sul numero 25 di Autosprint in edicola, Maurizio Arrivabene e il presidente Sergio Marchionne hanno trattato l'argomento rinnovo e non solo: «Il futuro di Raikkonen? Vedremo, lo stiamo gestendo ma la cosa importante è incoraggiare i ragazzi ad andare avanti, perché questi sono momenti difficili», parole da sommare a quelle del team principal, che ha sottolineato due particolari della corsa di Baku: «In certi settori Kimi era velocissimo, mentre a Vettel è un peccato non dargli ancora una vettura vincente. Quando gli abbiamo detto della penalità, subito Raikkonen ha dato strada a Vettel, una dimostrazione che i piloti inisieme lavorano bene. E' un lusso che abbiamo ma che oggi non possiamo sfruttare in pieno». 

Oltre al clima sereno interno alla squadra, la chiave per la conferma di Raikkonen è tutta in un fattore, richiamato ancora da Marchionne: «Sono scelte difficili quelle del pilota, Kimi deve trovare una coerenza nella produzione dei risultati, è importante per lui e la Ferrari, sarà determinante in vista 2017. Vediamo cosa fa in pista, dipende tutto da lui»

Costanza di risultati e di sfruttamento del potenziale della SF16-H, sul quale Arrivabene lascia intendere che altri passi avanti si faranno, non solo legati alla power unit - ancora 4 gettoni da utilizzare entro fine anno -: «I nostri motoristi non dormono, i telaisti dovranno dormire ancora meno. Fidatevi, qualche sorpresina la faranno ancora. La vettura non è troppo difficil da regolare, l'ala dietro ha funzionato. Bisogna guardare ai problemi complessivi. A casa ci sono tecnici che lavorano bene, ma dobbiamo andare oltre, avere un approccio in pista diverso, uscire dagli schemi convenzionali».

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