E' una chiamata insolita, quella che fa Alain Prost da Torino, dalla Conferenza FIA Sport. E non è priva di fondamento. Per quanto le monoposto attuali siano veloci e prestazionali, si dovrebbe fare uno sforzo maggiore per trasmettere il senso di velocità a chi guarda le corse in tv. E per chiarire il concetto fa riferimento all'ultima gara, quella Baku che ha colpito favorevolmente per l'ambientazione, lo scenario nel quale si è corso, non certo per lo spettacolo misurato in pista. 

«Ero davanti alla tv domenica, non ho visto le prove di venerdì e sabato e, per la prima volta, nemmeno le qualifiche, non ne avevo la possibilità e ho seguito il week end sui social media, dove tutti dicevano che la nuova pista era fantastica. Devo dire che per me è stato un disastro, non ho visto il circuito di cui tutti parlano.

Tutti mi avevano raccontato che era una delle piste migliori mai viste, ma in televisione, fossi stato il vecchio pilota Alain Prost o un tifoso che guarda la gara per la prima volta, non sarei contento». In particolare il Professore punta il dito sulle scelte operate per la copertura del giro e sono critiche per certi versi condivisibili: «La posizione delle telecamere non era molto buona, non è stato un bello spettacolo. Solo il passaggio delle macchine in una curva, la sinistra destra veloce, dava l'idea di velocità». Fa riferimento al tratto conclusivo, la sequenza tra curva 16 e il rettilineo d'arrivo, nella quale la percezione della velocità e del rischio di passare a pochi centimetri dal guard-rail era evidentissima.

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Riserva critiche anche ai camera-car, mettendoli a confronto con la tecnologia molto meno raffinata degli anni Ottanta e Novanta, ma in grado di trasferire un miglior feedback davanti alla tv: «In frenata non si percepisce la velocità, non si sente il rumore né l'impegno sul collo. Se fossi un ragazzo che non sa troppo di Formula 1 ma vuole vederla per capire cosa sia in televisione, penserei che è lo stesso di quel che faccio con la Playstation, che non è difficile. 

Dal di fuori non appare difficile, lo spettacolo non è stato molto buono e mi sono davvero annoiato, ero irritato». 

Considerazioni critiche su Baku e sulle riprese televisive a parte, Prost - ambasciatore del marchio Renault, ricordiamo - tocca un altro tema sensibile, relativo ai costi e l'accessibilità alla Formula 1, suggerendo, anzitutto, la realizzazione di «piste più piccole, create maggiormente per fare spettacolo e per l'ambiente. Dovrebbe essere una Formula 1 molto meno costosa, che significa permettere alle persone di poter assistere a una gara con i propri figli. Andrei anche oltre, cercare un modo per far sì che le categorie al vertiche non siano esclusivamente accessibili solo per gente ricca».

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