Le Mans e Formula 1 nello stesso week end. Che sarebbero stati due giorni buoni per infastidire gli appassionati si era intuito da subito, così come era apparsa chiara l'intenzione della Formula 1 di ribadire una sorta di primato sulle corse Endurance. Niente possibilità per i piloti di provare il duplice impegno e una quantomeno complicata gestione del telecomando della tv. Il tema è di quelli caldi, oggetto dell'editoriale sul numero 25 di Autosprint, in edicola. E non ha mancando di esprimersi in merito il presidente della FIA Jean Todt, dalla conferenza di Torino.

Impossibile. Negli ultimi mesi è stata la risposta ricorrente quando ci si interrogava se non si potesse provare con qualche sforzo di evitare la sovrapposizione di date. E Todt ribadisce l'idea: «E' una specie di missione impossibile. Parliamo di quante categorie in ottima forma ci siano nel mondo del motorsport e abbiamo solo 52 week end. Amo le gare di MotoGP e spesso si combinano con un'altra gara e talvolta le perdo. Guardo i campionati turismo, la MotoGP e poi la gara di Formula 1, è fantastico, puoi passare da una all'altra».

L'appassionato preferirebbe una scansione diversa, senza dover fare un'indigestione di motorsport concentrata nella stessa giornata. Todt che era presente sabato al via della 24 Ore di Le Mans e domenica in griglia di partenza a Baku. Qual è il problema per i tifosi? «Ero a Baku e ho visto tra l'altro Le Mans, perché la Formula 1 partiva alle 15:00, quando finiva la 24 Ore. Quindi è stato piuttosto facile seguire l'inizio del gran premio e la fine della 24 Ore se davvero si voleva». 

Un pensiero lo dedica anche ai media. «Posso capire i giornali, se hanno un solo giornalista e vogliono coprire entrambe le gare è difficile. Ma si può sempre scrivere della gara senza esser presenti». In ottica 2017 è difficile si possa assistere a un cambio di rotta, a Torino il presidente FIA ha parlato di compromessi da trovare e di facili polemiche per chi non deve materialmente gestire l'organizzazione di 21 gran premi. 

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IL TEMA GOVERNANCE - Calendario a parte, per la Formula 1 resta sempre il nodo di quale governance adottare per il futuro prossimo, dal 2020 in poi, quando andrà sottoscritto un nuovo Patto della Concordia. Le voci critiche sull'attuale sistema - che per i detrattori chiama in causa troppe parti con interessi diretti, fino a portare all'immobilismo nelle decisioni chiave - vorrebbero un accentramento di poteri in capo alla Federazione e alla FOM, idea che lo stesso Jean Todt si è detto pronto a supportare, ma fino al 2020 sarà molto difficile cambiare la struttura attuale, che prevede i passaggi dello Strategy Group e della Commissione F1, con varia rappresentazione di scuderie, promoter e fornitore di pneumatici. 

In quella che è la gestione dello sport si inserisce l'argomento della successione a Bernie Ecclestone, quando sarà il momento di provvedere. C'è chi ha immaginato non una singola figura, ma più persone per integrare le doti del gran capo del Circus, che l'ha trasformato in business globale in pochi decenni. Quale che sia la scelta, Todt ha svelato una sorta di "clausola di gradimento" in capo alla FIA, pur senza scendere nei particolari: «Il promoter attuale ha fatto un lavoro straordinario per sviluppare la Formula 1. Ciò non significa che siamo sempre d'accordo, ma rispetto tutto quel che è stato fatto. Bernie ha il suo stile, come chiunque. C'è un azionista di maggioranza, la CVC, molto forte e con imprenditori di successo. Quando decideranno che servirà cambiare qualcosa nella gestione di uno dei loro assett, sono certo che sapranno cosa fare. Faranno una proposta, e dovrà essere adeguata per la FIA, ma non ho reali preoccupazioni. Senza scendere nei dettagli, però sì, serve un accordo finale con la FIA».

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