L'editoriale del Direttore: Rendiamo grazie a San Paolo

L'editoriale del Direttore: Rendiamo grazie a San Paolo

Una prova di forza poderosa quella di Lewis e anche della Mercedes che puntella il primato nel Costruttori e allunga su una Red Bull stordita da un blitz capolavoro e nonostante una strategia non cristallina da parte delle truppe di Toto Wolff

Andrea Cordovani

17 novembre

Rendiamo grazie con devozione anche a San Paolo che ci regala un GP esaltante. Lo spot perfetto per un Mondiale di F.1 bello come non mai. In zona Ayrton Senna, Lewis Hamilton artiglia una vittoria incredibile, una delle più belle nel mare magnum dei suoi 101 successi in F.1. Devastante il 7 volte campione del mondo sulla pista di Interlagos. Come uno squalo riemerge dalle pieghe di un week end tutto in salita e addenta il rivale Max Verstappen. Con una serie di sorpassi da cineteca Hammer lancia un messaggio clamoroso al campionato e rilancia la sfida. Per mettere al tappeto uno come lui, serve altro. Mentre il Mondiale di F.1 si sposta dal Brasile in Qatar, per una prima volta piena di incognite, Hamilton lima a 14 lunghezze il suo distacco dalla vetta e si prepara per un rush finale che ci farà balzare tutti sul divano.

Una prova di forza poderosa quella di Lewis e anche della Mercedes che puntella il primato nel Costruttori e allunga su una Red Bull stordita da un blitz capolavoro e nonostante una strategia non cristallina da parte delle truppe di Toto Wolff. Anche in Brasile questa stagione sorprendente si diverte a sparigliarele carte, rendendo il confronto uno spettacolo imprevedibile e ad alta tensione. Ora con la variabile impazzita di due GP sconosciuti all’orizzonte, la corsa per i titoli diventa ancor di più esplosiva. Benzina sul fuoco di un duello Mercedes-Red Bull giocato anche su un clima di sospetti che proprio in Brasile hanno finito per incendiare ancor di più l’atmosfera.

GP Brasile, Mercedes ha chiesto la revisione dell'incidente in curva 4 con Verstappen

Ci siano consentite anche due parole su Antonio Giovinazzi. Il benservito della Sauber lascia molto amaro in bocca. Non è la prima volta che un pilota vede interrompere il suo sogno di proseguire a correre in F.1. Ma in questo caso il trattamento ricevuto dall’unico pilota italiano al via nel Circus ha il sapore della beffa. Più volte messo in difficoltà dal suo team, il ragazzo di Martina Franca deve affrontare ancora una volta una salita nella sua carriera. È abituato a combattere. Sa per esperienza quanto può essere dura la vita per un pilota, conosce sulla sua pelle la parola sacrificio. Avrà altre possibilità di farsi valere Antonio. Intanto il matrimonio d’interesse tra la Sauber e il sostituto di Giovinazzi, Guanyu Zhou (30milioni di dollari, 26 milioni di euro) trova favorevole la F.1 che vede spalancarsi un mercato da 1,4 miliardi di persone. L’Italia, invece, resterà orfana con l’uscita di scena del suo unico pilota, che meritava certamente più considerazione. E maggiore rispetto.

La Sauber con Giovinazzi si deve solo vergognare

E ora uno sguardo ai rally. Nel prossimo week end a Monza sarà decisiva per l’assegnazione dei titoli iridati. Per la seconda volta consecutiva la gara italiana diventa il palscoscenico finale dentro a un Mondiale Rally dove Sebastien Ogier e la Toyota sono aun passo dal titolo. Il sette volte iridato francese, guida la classifica con 17 punti di vantaggio sul compagno di squadra Elfyn Evans. Più marcata la distanza tra Toyota e Hyundai nella corsa al titolo Costruttori. Ma, si sa, nei rally può succedere di tutto. Le sorprese sono dietro a ogni curva. Per referenze basta chiedere a Evans che lo scorso anno lungo un tratto infido di una speciale della Bergamasca vide svanire il titolo volando fuoristrada. Ora il gallese può prendersi la rivincita su un Ogier che vuole chiudere alla grande la sua avventura da rallista a tempo pieno. Vincere l’ottavo titolo e poi tuffarsi nel Wec è il suo obiettivo. Lo racconta in un’intervista su questo numero alla vigilia dell’ultimo round del Mondiale Rally 2021. Dove si chiuderà l’epoca delle Wrc Plus. Prepariamoci a uno spettacolo finale davvero bello tosto.

In questo numero di Autosprint trovate alcuni brani di una lunga intervista che l’Avvocato Luca Cordero di Montezemoloha concesso al nostro giornale. Esattamente 30 anni fa diventava presidente della Ferrari. Era il 15 novembre 1991. Non chiuse occhio tutta la notte, fissò il muro. E quando si tirò su dal letto all’alba di un nuovo giorno, in un tumulto di emozioni, si mise al volante andando incontro al proprio destino. Quel giorno la storia prendeva un nuovo corso dalle parti di Maranello. Il resto è il racconto di un’avventura che è entrata nella storia dello sport e del costume italiano. Una vita strettamente intrecciata a quella di un’azienda e di una scuderia senza eguali nel mondo.

La Ferrari di Montezemolo è anche il titolo del prossimo numero di Autosprint Gold Collection in uscita in edicola nei prossimi giorni. Un volume che celebra proprio la grande epopea del Cavallino che esattamente trenta anni fa veniva preso per le redini dall’Avvocato. Dal novembre 199 1all’ottobre del 2014, ventitré anni incredibili, pieni di iniziali angosce, di tonfima anche infarcito di trionfi. Un’ascesa difficile ma clamorosa sotto la presidenza di un uomo che ha legato la sua vita al Cavallino. Già perché le Ferrari di Luca Cordero di Montezemolo sono sostanzialmente due, in altrettante stagioni della sua e della nostra vita. E si concretizzano e si sintetizzano entrambe nelle più grandi resurrezioni mai vissute dalla Casa del Cavallino Rampante in Formula Uno, all’interno di un mondo in cui, di regola, è facile cadere ma quasi impossibile rialzarsi.

In 130 pagine si ripercorrono tutte le fasi salienti di quella Ferrari che scaldava il cuore del popolo rosso. Con una lunga intervista Luca Cordero di Montezemolo svela retroscena e aneddoti di quelle straordinarie stagioni che presero il via nel momento più difficile quando a Maranello i piazzali erano pieni di auto invendute e la squadra di F.1 latitava nell’anonimato.

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