Dodicesima ora

A metà gara la situazione appare ancora decisamente fluida, almeno per le posizioni di vertice. Tandy con la Porsche n.19 ha un certo vantaggio su Bonanomi e Lotterer che seguono con le Audi n.9 e 7, piuttosto ravvicinati fra loro, ma non con un margine tale da restare al sicuro nei pit-stop. Similmente, in GTE Pro l'Aston Martin n.99 con Stanaway si alterna alla Corvette n.64 di Milner a seconda del momento della sosta ai box, mentre alle loro spalle si sta avvicinando Vilander alla guida della Ferrari n.51. Classifica connessa ai pit-stop anche in GTE Am, dove poco proprio prima dello scadere della 12esima ora Lauda va a sostare con la sua Aston Martin n.98 e lascia così il comando alla Ferrari n.72 in quel momento guidata da Shaytar. Dietro invece un'altra Ferrari, la 62 di Bell. Intanto si registra il ritorno in gara di entrambe le Nissan che non si sono fermate in pista: dopo una cospicua sosta nel box per le operazioni del caso, rientrano la 22 con Tincknell e la 23 con Mardenborough. Ma nel loro caso l'obiettivo è quello di arrivare in fondo, non conta quanto tempo si perda. Questo quando si contano 7 ritiri ufficiali al momento.

Ottava-decima ora

Il primo imprevisto di una certa gravità avviene verso le 22.08 quando la Porsche 18 con Dumas al volante, incalzata dall'auto gemella n.19 di Hulkenberg, arriva lunga alla frenata di Mulsanne, va dritta e sbatte contro le barriere rompendo il muso. Dumas riaccende il motore, fa retromarcia  tra in pista, ma nell'incidente e successiva sosta ai box per il cambio del muso perderà un giro ed uscirà dalla lotta dei primi precipitando in sesta posizione. Al suo posto salirà Jani, ma anche lui 3 ore dopo commetterà uno sbaglio quasi identico, sempre a Mislanne, con l'aggravante che si insabbia pure e ci vorrà il trattore per tirarlo fuori e rimandarlo in pista. Altro giro perso per i due che finiscono a 2 giri dal leader della gara, con speranze di vittorie ormai compromesse pesantemente. In testa continua il duello Audi-Porsche ma il colpo di scena arriva poco prima di mezzanotte quando gli steward, con enorme ritardo, decidono di comminare uno stop&go di 1 minuto alla rossa Porsche n.17 di Webber che guidava la gara per aver superato con le bandiere gialle più di tre ore prima. È passato talmente tanto tempo dal misfatto che si pensava fosse stato deciso di non procedere, Invece...  Questo fa precipitare la Porsche 17 al quarto posto, ancora nel giro del leader, ma staccata di due minuti e lì resta nelle ore successive nonostante Bernhard salito al volante cerchi di prodigarsi in una rimonta. Al comando è così un alternarsi fra la uniche due auto che non hanno accusato alcun tipo di problema in gara fino a questo momento: la Porsche n.19 di Hulkenberg e l'Audi n.9 di Rast, proprio i debuttanti di Le Mans.  Dietro insegue sornione Lotterer staccato di una trentina di secondi ma che nel giro sfalsato dei pit stop ogni tanto viene a trovarsi in testa. Indietro la Toyota la cui auto n.1 (quella iridata di Buemi-Davidson) oltretutto perde 15 minuti al box per riparare la macchina dopo un contatto e scende di 6 giri in classifica rispetto al leader In GTE il dominio della Corvette n.64 viene incrinato dalla rossa Aston Martin 99 di Rees che in piena notte va al comando. Ma è anche l'unica superstite delle Aston, perché la 97 di Thiim si è ritirata per una uscita a Mulsanne dopo che aveva anche guidato la gara; la 95 ha avuto guai che le hanno fatto perdere 4 giri. Si ritira anche la Corvette 50 del duo italiano Roda-Ruberti per la rottura del cambio. Così silenziosamente si affaccia nelle primissime posizioni la Porsche n. 91 di Lietz mentre la Ferrari di Bruni-Fisichella gira negli stessi tempi dei primi di classe ma è irrimediabilmente staccata di 1 giro e può ambire solo  un piazzamento. Quinta di classe Pro, maben nona fra le GT complessivamente, l'altra Ferrari 458, di Rigon-Calado-Beretta. Classifica dopo 10 ore: 10 ore

Settima ora

Mentre scende la sera e le auto cominciano a viaggiare alla luce dei fari, continua il testa a testa tra Audi e Porsche: all'inizio della settima ora di gara Albuquerque al volante dell'Audi n.9 prende il comando della gara: dopo circa 15 minuti il portoghese cede il volante a Rast e la Porsche n.17 con Webber al volante si porta in testa prima di fermarsi a sua volta ai box per rifornirsi di carburante. Rast e la sua R18 tornano così in testa, mantenendo circa 15 secondi di vantaggio su Webber. Emerge il vantaggio delle Audi che sono leggermente più veloci perché alla distanza le loro gomme si usurano meno e riescono a girare con costanza sul passo di 3'22"  mentre le Porsche viaggiano attorno a 3'23". Però le 919 sono avvantaggiate da stint più lunghi: riescono a percorrere un giro più delle Audi e nello sfalsamento di rifornimenti si scambiano di continuo le posizioni. Comunque i primi quattro sono nello stesso giro, divivi da una cinquantina di secondi. In GTE le speranze della Ferrari ormai paiono fortemente compromesse: la prima Rossa è la 51 di Fisichella-Bruni-Vilander, 30° assoluta ma soltanto 6° di classe staccata di 1 giro dalla Corvette n.64  di Taylor al comando, in lotta con l'Aston Martin di n.99 staccata di pochi secondi. Fra Bruni e la vetta ci sono oltre a un giro anche tre Aston Martin(fra cui anche quella di Lamy prima della classe GT-AM)  e l'unica Porsche 911 rimasta, la 91 di Bergmeister. Qui la storia delle prime 6 ore