Da Roma: Francesco Colla Il più vecchio non ha nemmeno 23 anni e il più giovane ne farà 20 a breve. Sono Antonio Fuoco, Luca Ghiotto, Antonio Giovinazzi e Raffaele Marciello: a loro spetta il compito di riportare un pilota italiano in Formula 1, raccogliendo l’eredità di tanti grandi piloti, ultimi in ordine di tempo Jarno Trulli e Vitantonio Liuzzi, che disputarono in tandem l’ultima gara in Brasile nel 2011, quasi cinque anni fa. Non che nel Paese di Nino Farina e Alberto Ascari manchino i talenti, ma a differenza di tanti sport dove bastano un pallone e un paio di scarpette, nel motorsport senza soldi vai poco lontano. Lo spiega senza mezzi termini Marco Ferrari, responsabile delle attività sportive ACI CSAI: “Purtroppo per arrivare al vertice non basta essere bravi, ma servono le risorse. Abbiamo calcolato che per un bambino di 8 anni, dall’esordio all’eventuale sbarco in Formula 1, serve un investimento di oltre 4 milioni di euro. Alzino le mani i padri di famiglia in grado di trovare una cifra del genere. Hai voglia a chiedere un contributo al gommista sotto casa. Così è intervenuta l’ACI, che dopo anni di lavoro è riuscita a garantire un sedile ai quattro giovani talenti nei due maggiori campionati internazionali FIA per monoposto (esclusa la F1, ovviamente): la GP 2 e la GP3. Prima, per tutti loro, una lunga gavetta, o meglio un giusto cursus honorum fatto di kart, Formula Abarth, F3, etc. Il presidente ACI, Angelo Sticchi Damiani, consegna le licenze ai piloti, non senza un po’ di commozione: “Questo è un progetto iniziato anni fa con Gino Macaluso e Michele Alboreto, che purtroppo ora non ci sono più: c’era la necessità di creare un ricambio generazionale. E’ stato un lavoro lungo e complesso: ora manca l’ultimo miglio. Ma sono convinto che a breve arriveranno tutti e quattro in Formula 1. L’obiettivo è quello, nessuno ne fa mistero. Ora servono i risultati in pista, magari conquistando un titolo a suo tempo vinto da Davide Valsecchi e Giorgio Pantano. Per citare gli italiani: la GP2 ha visto trionfare tra gli altri i giovani Rosberg e Hamilton. Il primo semaforo verde il 15 maggio a Barcellona, con Fuoco in GP3 nel team Trident, stessa squadra di Ghiotto, che in GP2 sfiderà Marciello al volante della monoposto di Russian Time e Giovinazzi, alfiere del team Prema. Quest’ultimo, nato a Martina Franca nel ’93, è il pilota del lotto con il curriculum più lungo e lo scorso anno ha meritato il Casco d’Oro Tricolore di Autosprint come miglior promessa italiana della stagione grazie a ben 22 risultati a podio nell’F3 European Championship. Ma gli altri non sono novellini e la voglia di vincere non manca. Antonio Fuoco, cosentino di 19 anni della Ferrari Driver Academy, ha dichiarato: “Spero di fare in GP3 come Luca (Ghiotto, 8 podi nel 2015 Ndr), ma di arrivare un po’ più in alto, portandovi i colori italiani”. L’Italia s’è desta?