In un Sochi Autodrom infuocato da un gran caldo afoso e invaso dalle ...cavallette (finite ‘fritte’ a migliaia sulle griglie dei radiatori delle macchine), Stefano Comini ha ritrovato la via della pole. L’attuale campione in carica ha regalato alla Volkswagen Golf e al Leopard Racing il primo centro in Q2. “E’ la prima volta questa stagione che mi sono sentito a mio agio con la vettura da subito”, ha dichiarato l’estroso pilota ticinese, “e che abbiamo potuto esprimere appieno il nostro potenziale.”

Il plurale è giustificato, visto che l’altra Golf Leopard ha ottenuto il terzo tempo, con Jean-Karl Vernay, nonostante il francese fosse alla prima esperienza a Sochi. Fra i due, la Seat Leon di Pepe Oriola, che ha avuto una Q2 un pò sfortunata per due sbavature, dopo essere stato il più veloce nelle due sessioni di libere e nella Q1. Quarto, Gianni Morbidelli, con la Honda del West Coast: un buon risultato per il pesarese, che però lo considera persino eccessivo al cospetto della reale competitività del mezzo sulla pista russa.

La buona sorpresa è venuta dall’Alfa Romeo Giulietta by Romeo Ferraris, che Petr Fulin è riuscito a collocare addirittura al quinto posto, a dimostrazione dei grandi progressi fatti nelle ultime settimane. Rallentato da un problema al turbo, prontamente risolto, nel primo turno di libere, il cèco è stato sempre fra i primi durante il resto della giornata, scoccando la miglior performance proprio nella sessione decisiva.