ROMA - Dal “dramma” del team Avelon Formula, con Ivan Bellarosa e Guglielmo Belotti, vincitori della scorsa edizione e in pole con la Wolf GB08, ma poi impossibilitati a schierarsi al via per un inconveniente al motore, al successo ottenuto all’esordio dalla Ligier Jsp3. Una 6 Ore di Roma che ha visto Davide Uboldi, Giorgio Mondini e Andrea Dromedari portare in trionfo la Lmp3 del team Eurointernational, non senza numerosi colpi di scena.

Come il ritiro per un problema ai freni della R.S.01 su cui Robert Kubica, quarto in qualifica, si dava il cambio con Matteo Bobbi e Davide Roda. Un’edizione della gara capitolina che ha anche premiato la Ferrari 488 Gt3 della Kaspersky Motorsport affidata a Giancarlo Fisichella, Marco Cioci e Alexander Moiseev, secondi assoluti e primi nella classe Gold dopo che l’ex pilota di F.1 aveva condotto al comando nel corso dei primi giri, “bruciando” in partenza Mondini. Kubica ha invece mantenuto inizialmente la terza posizione, seguito dalla prima delle due Huracán Gt3, quella della Ombra Racing guidata da Alex Frassineti. Nel corso della settima tornata, Mondini ha fatto segnare il miglior crono provvisorio di 1’31”986, portandosi sulla scia della 488 dell’ex pilota di Fisichella. Una lotta che si è protratta per cinque giri, fino a quando il campione italiano Prototipi 2015 è riuscito a trovare un varco all’interno della curva Roma, passando in testa non prima di un leggero contatto tra le due vetture.

Subito dopo, un problema alla posteriore sinistra, conseguente ad un ulteriore contatto ai Cimini con la Ferrari 458 di Jaime Melo, ha costretto la Lamborghini di Frassineti a compiere una prima sosta ai box, a cui ne è seguita una seconda per un problema insorto alla sospensione che è costato un ritardo di 20 giri. Kubica ha invece scontato il primo dei due drive through imposti per regolamento alla Renault dell’Oregon Team, in considerazione delle prestazioni della vettura e della maggiore capienza del serbatoio. Il polacco ha comunque mantenuto la terza posizione, pur tallonato al suo rientro dall’altra Wolf di Luca Pirri (in questa occasione laureatosi campione della 3 Ore Endurance Champions Cup nonostante il ritiro finale) e dalla seconda Huracán Gt3 del team Lazarus, con il francese Nathanël Berthon alla guida.

Intorno al 55’ minuto Mondini ha compiuto la prima sosta, proseguendo il suo doppio “stint” di guida e ritornando in breve al comando prima di lasciare il “testimone” a Dromedari. Proprio quest’ultimo, allo scadere della seconda ora ha avuto un leggero contato al Tornantino con Moiseev, che nel frattempo aveva rilevato al volante Fisichella. Nulla di mutato, tuttavia, con la Ligier sempre davanti a tutti e la Ferrari nella livrea Kaspersky seconda. Poi il colpo di scena del contatto che ha visto protagonista l’incolpevole Cioci con una Bmw doppiata, con il risultato che la Ferrari è stata costretta ad una sosta extra per la sostituzione di un cerchio.

Quasi contemporaneamente sono iniziati i problemi ai freni che hanno rallentato la R.S.01, fino al ritiro nelle battute finali. Tutto ciò si è tradotto ancora nel “via libera” per la Ligier schierata del team di Antonio Ferrari, che precauzionalmente a meno di mezzora dalla fine ha ordinato un ultimo “splash and go”. Per Cioci è mancata per poco la sesta affermazione nella 6 Ore, ma la sua gara e quella dei suoi compagni è stata perfetta ed è un ottimo preludio per l’impegno 2017 nella Blancpain Gt Series in coppia proprio con Fisichella, annunciato il venerdì precedente la gara. “Sono contentissimo di questo progetto del prossimo anno nella categoria Pro, con la Af Corse (ed i colori Kaspersky), assieme a Marco ed un altro pilota esperto - ha commentato Fisichella - Per quanto riguarda questa gara non tutto è andato proprio liscio. Abbiamo avuto due contatti; in particolare quello di Cioci, a cui è finita addosso un’altra vettura, ci è costato una sosta in più e in seguito abbiamo iniziato ad accusare molte vibrazioni. Sono soddisfatto, anche perché di più non potevamo fare. Questa è la mia quinta o sesta volta alla 6 Ore, una gara a cui sono affezionato, abitando a dieci minuti da Vallelunga e a cui non volevo mancare”. Di rilievo anche il terzo posto assoluto ed il secondo tra le Gt della “Lambo” Gt3 su cui debuttavano Berthon, Nicola De Marco e Artur Janosz. Quarto posto e primo tra le Cn per la Tatuus di Marco Biffis e Vito Rinaldi.

6 ORE DI ROMA, IL VIDEO INTEGRALE DELLA GARA