In questo primo weekend sul circuito rodigino il campionato ha segnato un primato storico: al via si è visto infatti uno schieramento di quindici vetture in configurazione station wagon, inedito finora nel mondo del motorsport a livello internazionale. A proporlo è Tarcisio Bernasconi, il patron di SEAT Motorsport Italia, che ha monopolizzato la griglia del tricolore TCS con le 15 Leon Cupra ST che fanno parte dell’omonima Cup ma concorrono anche per il campionato italiano. Al via c’erano soltanto altre due vetture: la Honda Civic di Fabio Fabiani e Renato Gaiofatto e la SEAT Ibiza di Massimo Squarcialupi. 

Due i turni di qualifica, per determinare le griglie di partenza di altrettante gare. Il nuovo format di gara prevede partenza lanciata e due gare da 38 minuti più un giro. Al primo via, è il poleman Matteo Zucchi a prendere il comando, incalzato da Altoè, che percorrerà anche qualche giro in testa per poi cedere nuovamente la posizione al bresciano, rientrante nella categoria turismo dopo qualche stagione al volante delle GT. Dopo la sosta obbligatoria, Zucchi riprende la leadership davanti a Altoè e Vescovi e la classifica si cristallizza, con la quarta posizione del toscano Pelatti davanti ad Alessandra Brena e al debuttante Nicola Sciaguato.  Undicesima posizione per Rachele Somaschini, al via sulla vettura stampa. 

In gara2 Matteo Zucchi parte dal fondo dello schieramento per non aver partecipato al secondo turno di qualifiche e inizia subito una rimonta che lo porterà a concludere in sesta posizione. A cogliere la vittoria è il giovanissimo Nicolò Liana, che lo scorso anno aveva debuttato ancora minorenne nelle ruote coperte nella SEAT Ibiza Cup in coppia con Matteo Greco. Ma per quasi tutta la gara ad alternarsi al comando sono stati l’esperto Alberto Vescovi e Alessandra Brena, con Giovanni Altoè in terza posizione. Dopo la sosta obbligatoria Liana percorre alcuni giri in testa e duella con la Brena e Vescovi. A quattro giri dalla fine il contatto fra la Brena e Vescovi causa l’uscita di scena di quest’ultimo e la squalifica della giovane bergamasca, con Paolo Palanti e il russo Vladimir Cherevan a completare il podio.