Da meccanico con la squadra degli zii in Formula Ford fino a diventare proprietario di uno dei team di spicco della Formula 2 e della Formula 3. Una lunga gavetta ha portato Trevor Carlin ad essere uno degli uomini di riferimento delle categorie propedeutiche, oltre che ad un sopraffino scopritore di talenti. Con le sue squadre infatti hanno corso tanti piloti che hanno poi avuto carriere di tutto rispetto, ed il massimo esponente di questi è sicuramente Sebastian Vettel.

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Un talento naturale

Il tedesco e Carlin hanno lavorato assieme nella Formula Renault 3.5 nel 2006 e nel 2007, anno del debutto di Vettel in Formula 1, con il Gp degli Usa a bordo della Bmw-Sauber in sostituzione di Kubica prima di passare ad essere pilota titolare in Toro Rosso. Ecco ciò che Carlin ha detto al The Guardian riguardo Vettel: "E' stato il talento più naturale, rilassato e divertente che potessi desiderare. Stava seduto nel camion guardando la serie Little Britain, mentre rideva e scherzava con i meccanici. Poi saliva in macchina e continuava a ridere e scherzare alla radio, ma quando si spegnevano i semafori faceva sul serio. Dopodiché sapeva esattamente che cosa volesse per rendere più veloce la macchina, quindi tornava a guardare the Little Britain continuando a divertirsi con i ragazzi. Era incredibile come fosse facile per lui andare forte".

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Un grande fiuto

Trevor Carlin, oltre che per gli affari, ha sempre avuto fiuto anche per i piloti. Per questo, nelle sue vetture, oltre a Sebastian Vettel è riuscito a schierare gente come Daniel Ricciardo, Lando Norris Carlos Sainz, Kevin Magnussen e Daniil Kvyat, tutti quanti attualmente in F1, oltre che Robert Kubica, Jean-Eric Vergne, Jaime Alguersuari, Takuma Sato e Anthony Davidson. Con questi piloti, sono arrivati numerosi titoli che hanno ampliato la fama della Carlin Motorsport, nata nel 1996.

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Il rimpianto

L'unico rimpianto per Trevor Carlin è il non essere riuscito a mettere sotto contratto Max Verstappen, pur avendone intuito l'enorme talento: "Lo volevo a tutti i costi, sono andato molto vicino ad averlo con me, ma purtroppo non avevo alcun sedile disponibile. Sapevo che era di gran lungo il miglior prospetto, infatti andai a scommettere su un suo passaggio in F1 di lì a tre anni quando ancora non aveva disputato corse in monoposto".

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