La IndyCar ha inaugurato il suo nuovo formato di due gare per evento lo scorso weekend a Detroit, un formato che si ripeterà solo in altre due occasioni quest'anno, sempre su circuiti cittadini, a Toronto e Huston.

Nella prima gara le grandi sorprese sono arrivate con il successo di Mike Conway e il doppio podio del suo team, il Dale Coyne, che ha conquistato anche il terzo posto con Justin Wilson. Tra i due piloti delle Dallara-Honda si è invece piazzato il campione in carica Ryan Hunter-Reay, con una Dallara-Chevy. La vittoria di Conway è arrivata del tutto inattesa, visto che l'inglese è rientrato in campionato proprio in questa gara, dopo aver disputato in precedenza l'ultima gara a Long Beach, ad aprile, con il team Rahal Letterman. Conway ha centrato il suo secondo successo in campionato scattando dalla seconda posizione e superando subito Viso, partito dalla pole per la penalità dell'arretramento di 10 posti in griglia imposta a Franchitti, il più veloce nelle qualifiche, a seguito delle modifiche non autorizzate apportate al suo motore in occasione del precedente incontro, la 500 Miglia di Indianapolis. Nella scia dell'inglese si è portato subito anche Hunter-Reay, che ha guadagnato per breve tempo la leadership solo in occasione della prima serie dei pit stop, per poi riperderla per un degrado delle sue gomme. I due hanno quindi marciato nell'ordine sino al traguardo, con Conway che ha guadagnato un buon margine. Buona la rimonta di Franchitti, che dall'11° posto è riuscito a risalire sino al sesto; la più sorprendente, invece, è stata quella di Newgarden, da ventiquattresimo a settimo.

Nella seconda gara Simon Pagenaud su una Dallara-Honda ha centrato la sua prima vittoria nella serie Usa, precedendo al traguardo James Jakes, su un'analoga vettura. Conway, invece, non è riuscito a trovare il giusto ritmo, ma è comunque andato ancora a podio, centrando un buon terzo posto davanti a Franchitti.
Pagenaud, partito dal sesto posto, e il suo team Schmidt sono stati molto abili a gestire una gara complicata dalle tante fasi di neutralizzazione. La mossa vincente per il francese si è verificata al 20° giro, in occasione appunto di una delle varie fasi di neutralizzazione, quando al pit gli è stato montato un set ottimale di gomme più dure, con cui il francese ha poi potuto effettuare un lungo stint centrale e portarsi al comando della corsa. Anche il secondo posto è stato per Jakes molto positivo, trattandosi del suo miglior piazzamento in IndyCar a oggi.

Nella lotta per il titolo, è stato invece Helio Castroneves a fare un buon passo avanti; grazie a un quinto e un ottavo posto, il pilota del team Penske si è infatti portato in testa alla classifica con 206 punti, alla pari con Marco Andretti, mentre terzo figura Hunter-Reay a quota 191 punti.

Marco Ragazzoni