Juan Pablo Montoya ha deciso di lasciare la Nascar per tornare in IndyCar. Dopo sete anni di stagioni travagliate, con pochissime vittorie nelle gare americane stock car ha deciso di rientrare nelle monoposto e nel 2014, ma non solo: Montoya ha anche divorziato dal suo storico team, quello di Chip Gasassi e correrà con la Dallara FW12 della rivalissima squadra di Roger Penske. Montoya affiancherà Will Power, pilota di punta di Penske e Helio Castroneves, il più esperto della categoria. Quindi il sacrificato dovrebbe essere Ryan Briscoe. Per Montoya, 37 anni, soprannominato fin dai tempi della F1 "Juancho" (ovvero grassottello) per via del suo aspetto robusto, è il terzo cambio di specialità importante. Aveva già lasciato le monoposto Usa della Cart per la F1, poi abbandonò la F1 per la Nascar e ora torna alle monoposto IndyCar. Nello stesso tempo Montoya è al secondo "divorzio" da un team per abbracciare quello rivale: aveva fatto lo stesso nel 2005, quando abbandonò la Williams per passare alla rivale McLaren e farà lo stesso adesso lasciando Gasassi per Penske. La carriera di Juan Pablo Montoya dal 1998 è sempre stata caratterizzata da un avanti e indietro dall'Europa agli Stati Uniti: nel '98 vinse il titolo di F3000 e forte di quel successo attraversò l'Atlantico per andare a sostituire Alessandro Zanardi nella serie Usa Cart (la categoria di allora) nel team vincente di allora, quello di Chip Ganassi. Lo fece talmente bene che nel 1999, al suo debutto sulle piste americane, Montoya vinse il titolo Cart e l'anno dopo conquistò la 500 Miglia di Indianapolis. I risultati lo portarono in F1, perché fu ingaggiato da Frank Williams e messo al volante della Williams-BMW. Con quella monoposto Montoya fu il rivale più acerrimo di Schumacher nei mondiali 2002, 2003 e 2004 ma non fece mai meglio del terzo posto in campionato. Nel 2005 fece scalpore il suo passaggio dalla Williams alla McLaren al fianco di Raikkonen, ma non legò mai bene con il team di Ron Dennis: saltò alcune gare per un incidente domestico su cui nacquero speculazioni e dicerie e l'armonia si ruppe presto, tanto che la McLaren già a fine di quella prima stagione si era convinta di appiedare Montoya a per prendere Alonso, operazione che avvenne a metà del 2006. Così Montoya ritornò negli Usa, richiamato da Ganassi, il suo storico team manager, per entrare nella ricca e popolare serie Nascar. Ma la sua carriera, con le ruote coperte, non è mai esplosa. Debuttò con un 11° posto in Nascar e in sette anni di carriera ottiene solo una manciata di vittorie e lo scorso anno fu anche protagonista di un memorabile incidente centrando a Daytona in mezzo di soccorso durante la neutralizzazione della gara. Paradossalmente ottenne risultati migliori con i prototipi Grand-Am che Ganassi faceva correre solo alla 24 Ore di Daytona dove per tre volte Montoya ha vinto la famosa gara di durata. In tutto Montoya ha ottenuto 7 vittorie in F1 (4 con Wiolliams e 3 con McLaren) ed è l'unico pilota ad aver vinto il trittico 500 Miglia di Indianapolis, il Gp Monaco F1 e la 24 Ore di Daytona. Non sarà prestigioso come l'aver conquistato il mondiale F1, Indy 500 e la 24 Ore di Le Mans (impresa riuscita solo a Graham Hill nella storia delle corse) ma è abbastanza per essere ricordato.