Si è chiuso con quattro piloti che hanno corso o corrono in Formula 1 nelle prime 5 posizioni il “Fast Friday”, tradizionale sessione pre-qualifica della Indy 500. Come sempre nel venerdì che precede le sessioni ufficiali, è stata data alle vetture la stessa potenza (circa 30 cv in più rispetto alla configurazione gara) che utilizzeranno per andare alla caccia della pole oggi e domani.

A prevalere, superando la barriera delle 233 miglia orarie di media (375 chilometri all’ora) è stato Sebastien Bourdais. Vincitore a sorpresa del round di St. Petersburg, il pilota transalpino si è imposto nella primissima fase della sessione prima che delle forti piogge portassero alla sospensione del turno con tanto di allerta delle autorità per possibili danni. Una volta tornati in pista, l’asfalto non era ovviamente più perfettamente gommato, ed il francese ex Toro Rosso è risultato inattaccabile.

Più staccato un terzetto del team Andretti guidato da Ryan Hunter-Reay e che ha compreso anche Fernando Alonso. Il vincitore della 500 miglia 2014 e lo spagnolo della McLaren sono stati in grado, nelle ultime giornate, di restare sempre con costanza al vertice lasciando ben sperare sia in ottica qualifica, sia per quanto riguarda la corsa, vista la tanta pratica fatta quanto a marcia in gruppo e scie. In mezzo a loro, Takuma Sato, ancora desideroso di rivincita dopo l’incidente all’ultimo giro del 2011 e finalmente tornato con un top team.

Top-5 per Juan Pablo Montoya, con la prima delle vetture motorizzate Chevy a seguire una top-4 di casa Honda. A dispetto dei rumor su presunte problematiche di affidabilità, la situazione per il costruttore giapponese sembra ancora sotto controllo. Al sesto, settimo ed ottavo posto si sono piazzati i tre alfieri del team SPM, nell’ordine James Hinchcliffe, Mikhail Aleshin e Jay Howard.

E alle spalle di Alexander Rossi, anche il team Ganassi è andato in “trenino” con Tony Kanaan e Scott Dixon che hanno fermato i cronometri praticamente sullo stesso riscontro. Dopo un inizio settimana tranquillo e l’incidente di Josef Newgarden di ieri sono arrivati altri due contatti con le barriere che hanno visto protagonisti Spencer Pigot e Zach Veach, finiti rispettivamente nelle barriere di curva 1 e 2. In entrambi i casi parecchi i danni sui due lati delle vetture, ma nessuna conseguenza per i piloti. Qualche problemino in più sicuramente per i team: il Juncos Racing (Pigot) è infatti al debutto in IndyCar, mentre il team Foyt (Veach) schiera per l’occasione tre vetture al posto delle abituali due: i meccanici saranno chiamati ad un superlavoro.

 

I risultati del Fast Friday per la Indianapolis 500:

1 - Sebastien Bourdais (Dallara DW12-Honda) – Coyne - 233.116 mph (375.163 kmh)
2 - Ryan Hunter-Reay (Dallara DW12-Honda) – Andretti - 232.132
3 - Takuma Sato (Dallara DW12-Honda) – Andretti - 231.969
4 - Fernando Alonso (Dallara DW12-Honda) – Andretti - 231.827
5 - Juan Pablo Montoya (Dallara DW12-Chevy) – Penske - 231.682
6 - James Hinchcliffe (Dallara DW12-Honda) – SPM - 231.517
7 - Mikhail Aleshin (Dallara DW12-Honda) – SPM - 231.447
8 - Jay Howard (Dallara DW12-Chevy) – SPM - 231.255
9 - Ed Jones (Dallara DW12-Honda) – Coyne - 231.252
10 - Alexander Rossi (Dallara DW12-Honda) – Andretti - 231.191