Sebastien Bourdais ha riportato fratture multiple a bacino e anca nel primo turno di qualifica per l’Indy 500. L’ex pilota della Toro Rosso in Formula 1 ha perso il posteriore della sua Dallara in curva 2, ed il tentativo di recuperarla in controsterzo l’ha visto catapultato in piena velocità (oltre 350 chilometri orari) nelle barriere di curva 2 prima di ribaltarsi.

Bourdais, che aveva appena segnato due giri record sui quattro che i piloti sono tenuti a registrare, è stato salvato dalle protezioni ad assorbimento d’urto e dalla costruzione dei telai di Varano de’ Melegari in un tremendo schianto che, solo 15 anni fa, sarebbe probabilmente risultato fatale. Importanti anche i soccorsi, arrivati in soli 11 secondi e che l’hanno liberato dalla vettura in 10 minuti prima di portarlo direttamente al Methodist Hospital di Senate Boulevard. Bourdais è stato operato durante la notte e non potrà ovviamente correre la gara. Gli si prospetta un periodo di recupero di diverse settimane. Dale Coyne, suo Team Principal, dovrà trovare un sostituto per la vettura vincitrice a St. Petersburg, tenuta sugli ovali come muletto e che andrà riconfigurata nella veste a bassa downforce.

Da segnalare che dal 1947 la Indy 500 non si è mai disputata con meno di 33 partenti. Dopo un violento temporale che aveva ridotto al minimo le libere pre-qualifica e posticipato l’inizio del turno ufficiale, team e piloti si sono trovati ad affrontare un tracciato meno performante, e l’adattamento è stato il punto cruciale. Se Ed Carpenter si è rivelato ancora velocissimo nella marcia in solitaria segnando il miglior tempo, e tenendo a galla con la sua scuderia l’onore dei motori Chevrolet, Alonso ha impressionato, prendendosi anche qualche rischio pur di puntare alle prime posizioni e chiudendo in settima piazza.

Farà parte del pacchetto dei nove piloti di punta che si giocheranno la pole nel “Fast 9 Shootout” di oggi. Fondamentale per il team Andretti, che ha piazzato anche Takuma Sato secondo, Alexander Rossi quinto e Marco Andretti nono, l’esperienza di Ryan Hunter-Reay. Sceso in pista per primo tra i suoi compagni, l’americano si è trovato in difficoltà con le condizioni della pista ma ha dato indicazioni fondamentali ai compagni di colori. Hunter-Reay non è riuscito ad entrare tra i primi nove così come Juan Pablo Montoya, che effettuando il suo tentativo per secondo (l’ordine viene sorteggiato), è a sua volta andato incontro all’ignoto in termini di grip.

Bene si sono comportati i piloti del team Ganassi, con Scott Dixon terzo e Tony Kanaan ottavo, un risultato eccellente considerato che il brasiliano è stato a sua volta tra i primi a qualificarsi. Dentro anche JR Hildebrand, che ha confermato la forma del team di Ed Carpenter al quarto posto, e Will Power, che sarà l’unico rappresentante del team Penske nella qualifica decisiva. Se è vero che la miglior media oraria è stata messa a segno da un propulsore del cravattino, sembra che siano i portacolori Honda ad avere un vantaggio.

Fuori dai giochi per la pole anche Helio Castroneves, Josef Newgarden e Simon Pagenaud, che non hanno trovato il giusto feeling e punteranno tutto sulla gara. In difficoltà anche il team Schmidt, che ha avuto Mikhail Aleshin come miglior rappresentante mentre, confermando le doti già intraviste nel tentativo di Bourdais, Ed Jones ha chiuso decimo. Dodicesima posizione per Max Chilton, sedicesima per Graham Rahal.

Non si è presentato in pista Zach Veach dopo l’incidente nelle libere di venerdì: tornerà in pista solo oggi. Oggi è in programma la seconda giornata di qualificazione che - salvo pioggia - che vedrà i piloti scendere in pista alle 18 per un’ora di libere. Sarà poi la volta della seconda qualifica, che stabilirà le posizioni dalla decima alla trentatreesima, e infine, alle 23 italiane del Fast 9, dalla durata di 45 minuti.