Ripartirà dalla Indycar, Romain Grosjean. Lo farà correndo 13 appuntamenti del campionato 2021, non le gare sugli ovali come Indianapolis. Sarà con Dale Coyne Racing che avverrà il debutto nella serie statunitense, in una prima presa di contatto – e di ritorno al volante dopo l’incidente nel corso del GP del Bahrain dello scorso anno – prevista il 22 febbraio prossimo.

“Sono entusiasta di questa opportunità di correre negli USA in Indycar. Avevo diverse opzioni davanti a me (anche Endurance e Formula E) per la prossima stagione e scegliere di correre la Indycar era assolutamente la mia preferita, sebbene non sia ancora pronto ad affrontare gli ovali”, ha commentato Grosjean.

Il percorso di recupero post-incidente prosegue, con le ustioni alla mano sinistra in via di guarigione. Così, l’abbinata Haas, Grosjean-Magnussen, si ritroverà Oltreoceano, da un lato il pilota danese impegnato nel campionato IMSA e reduce da una 24 Ore di Daytona in corsa per la vittoria, dall’altro Grosjean nell’abitacolo Dallara, con motore Honda e l’iscrizione al campionato del team Dale Coyle Racing con Rick Ware Racing.

No ai Superspeedways

Nel corso della conferenza stampa su Twitch, Grosjean ha chiarito come la scelta di non correre sui Superspeedway sia maturata dopo l’incidente in Bahrain: “Sì, al 100% è stata condizionata”. La realtà dell’accordo discusso prima, in realtà, prevedeva altro: Prima di Imola, un paio di settimane prima, ho ricevuto un’offerta e avrei corso tutto il campionato, poi però è accaduto il Bahrain. Essere padre di 3 figli e dovevo essere razionale nelle mie decisioni.

Dovevo essere tranquillo non tanto per me quanto per i miei figli e mia moglie. Le principali opzioni alle quali posso guardare sono le short track, ma i Superspeedway non posso rischiare per mia moglie e miei figli. Già imparare il campionato sarà una bella sfida”.

Approccio da rookie

Sulle aspettative, Grosjean spiega come “sarò un rookie e l’ultima volta che ho guidato una macchina probabilmente simile alla Indycar fu nel 2011 la GP2. Ho molto da imparare, i circuiti anzitutto, ci sono molte piste cittadine, poi le regole, i rifornimenti, non mi aspetto di vincere la prima gara e di certo sono pronto a imparare e affrontare la sfida.

Ho parlato con Marcus Ericsson e Simon Pagenaud, sono stati molto d’aiuto nel capire la Indycar, penso che mi divertirò parecchio e non vedo l’ora di provare la macchina, poi ne saprò un po’ di più”.

Offerta Mercedes, come dire no?

A proposito di test, resta in sospeso la “vicenda” F1, un’ultima uscita che non è stato possibile affrontare ad Abu Dhabi e un’offerta Mercedes di un test al volante quando avrebbe voluto: E’ un’offerta che non puoi rifiutare, anche per avere un assaggio di quella macchina. Al momento sono totalmente impegnati nel realizzare la nuova macchina, mi aspetto che ci sia la possibilità, al momento andrò negli USA tra 15 giorni e starò lì del tempo, a imparare la Indy”.

Le Mans in futuro

La serie americana per tornare al volante, poi un interesse già noto verso Le Mans, sul quale conferma come sia “nell’elenco. Continuerò a vivere in Europa, viaggerò tra Europa e USA. Ho parlato con Kevin Magnussen dopo la 24 Ore di Daytona ed è stata assolutamente un’esperienza che ha amato, è stato felice di poter lottare per vincere, condividere la macchina è qualcosa che mi piacerebbe fare, Le Mans è nella lista come lo è Daytona, molte gare che mi piacerebbe correre”.