Un finale di gara folle sul circuito stradale di Indianapolis ha permesso ad AJ Allmendinger di conquistare la sua prima vittoria in Nascar, dopo un difficile momento della carriera che l'aveva visto ridurre le sue apparizioni al via delle corse. Riscoperto dal piccolo team di Matt Kaulig, che l'ha schierato a tempo pieno in Xfinity Series, il trentanovenne ha affrontato, oltre alla categoria cadetta, anche le piste stradali della serie maggiore con ottimi risultati, fino all'inattesa affermazione di ieri che corona una bella storia di rivincita.

Nascar, a Watkins Glen cinquina di Larson

Cordolo galeotto

A caratterizzare tutta la fase finale della corsa sono stati i problemi al cordolo di curva 6 che, a contatto per due giorni con le pesanti vetture Nascar, ha cominciato a sfaldarsi, spedendo svariate vetture fuori pista. A 10 giri dalla fine, Denny Hamlin si trovava a contenere gli attacchi di piloti con gomme meno usate, a partire da Chase Briscoe e Kyle Larson, ma il cordolo incriminato ha causato, andando del tutto a pezzi, una serie di uscite e incidenti che hanno portato alla bandiera rossa.

A quel punto è stato rimosso interamente, lasciando però scoperto il dissuasore interno. E al primo tentativo di "overtime", la scena si è ripetuta, con diverse vetture fuori pista per aver colpito il dissuasore stesso. E’ stato un momento di caos che ha fatto ancor più rimpiangere il passato in cui la gara si svolgeva sull’ovale con risultati brillanti.

Finalmente si è ripartiti per il secondo tentativo di “overtime", e si è consumato anche in pista un epilogo inatteso. Hamlin ha chiuso Briscoe verso l'esterno della prima curva, ma il pilota del team Stewart-Haas ha reagito tagliando completamente la curva e rientrando affiancato al rivale. Poi, nel tentativo di attaccare, ha centrato Hamlin spedendolo in testacoda, nonostante la penalità per il taglio di pista. Briscoe ha poi completato l'opera arrivando lungo in curva 14, cosa che ha dato il via libera ad Allmendinger. Inoltre, diverse vetture sono finite fuori per il “solito” cordolo, ma sono riuscite a ripartire.

Sopra e sotto al podio

Alle spalle di Allmendinger ha concluso Ryan Blaney, bravo a trovare le giuste traiettorie nei diversi re-start. Kyle Larson non è stato così fortunato: nella penultima ripartenza si è trovato all'esterno ed è stato infilato da diversi rivali. Il pilota del team Hendrick, che con gomme nuove sembrava favorito, si è così dovuto accontentare del terzo posto davanti a Chase Elliott e Matt DiBenedetto.

Sesto ha terminato Kurt Busch, seguito da Erik Jones e Justin Haley, anche quest'ultimo con una Chevy del team Kaulig. Oltre ad aver dovuto rinunciare ad una vittoria che gli manca da quasi un anno, Hamlin ha terminato fuori dalla top-20 perdendo anche la leadership della stagione regolare. Tuttavia, il passaggio ai playoff rimane sicuro già da ora anche perché, non essendo un team full-time, Kaulig non guadagnerà l'accesso alla seconda fase.

L'ordine d'arrivo della Verizon 200 at the Brickyard:

1 - AJ Allmendinger (Chevrolet) - Kaulig - 95 giri
2 - Ryan Blaney (Ford) - Penske - 95
3 - Kyle Larson (Chevrolet) - Hendrick - 95
4 - Chase Elliott (Chevrolet) - Hendrick - 95
5 - Matt DiBenedetto (Ford) - Wood Brothers - 95
6 - Kurt Busch (Chevrolet) - Ganassi - 95
7 - Erik Jones (Chevrolet) - Petty - 95
8 - Justin Haley (Chevrolet) - Kaulig - 95
9 - Austin Cindric(i) (Ford) - Penske - 95
10 - Ryan Newman (Ford) - Roush - 95

In campionato
1. Larson 953; 2. Hamlin 931; 3. Kyle Busch 796; 4. Byron 790; 5. Elliott 774.