Anche in questa edizione molto tecnologica - fra prototipi più o meno ibridi e l'anticonvenzionale Deltawing - la 24 Ore di Le Mans ha saputo proporre episodi di gara mai banali restando ipnotica per gran parte della sua disputa, nonostante il quasi preannunciato dominio delle Audi. Il fatto è che le Toyota si sono dimostrate ben più competitive di quando apparisse nelle prove, lottando per il comando finché sono state in gara, e che anche da sole le vetture contrassegnate dai quattro anelli sono state protagoniste di episodi inaspettati che potevano deciderne la gara. Anzi, nel caso di Capello le possibilità di vittoria sono state compromesse da una disattenzione di McNish. Numerosi gli incidenti, il più drammatico dei quali è sicuramente stato quello occorso alla Toyota di Davidson intorno alla sesta ora di gara per un contatto con la Ferrari di Perazzini. Per il britannico, frattura delle vertebre T11 e T12, ma senza ulteriori complicazioni: dopo il tonneau in volo compiuto, poteva andare anche peggio.
Molto bravi gli italiani in gara: detto della sfortuna "riflessa" di Dindo Capello, da segnalare l'ottima prestazione di Marco Bonanomi al debutto in una 24 Ore, giunto a podio, mentre un sempre consistente Andrea Belicchi ha pagato i problemi tecnici della sua Lola Rebellion.
Mentre nella classe GTE si è assistito al dominio quasi assoluto delle Ferrari 458, in particolare quella dell'AF Corse guidata da Fisichella-Bruni-Vilander dopo essere stata ricostruita nel corso delle qualifiche, a precedere quella di Makowiecki-Melo-Farnbacher. Thrilling nella sottocategoria Am, quando le ravvicinate Porsche di Pons e Corvette di Lamy sono dovute passare dai propri box proprio all'inizio dell'ultimo giro, una per foratura (numerose qui per via dei tanti detriti e della ghiaia portata in pista) della gomma posteriore, l'altra per cambio pilota (con Canal) causa pare sopraggiunti limiti di tempo: su questo si sono giocate la vittoria. Che comunque non consola di una mediamente pessima prestazione sia delle Porsche che delle Corvette in generale. 
A seguire il riassunto delle varie fasi di gara.

Qui la classifica finale ufficiale dopo 24 ore.


DOPO 24 ORE (traguardo)

Come era ovvio, l'Audi ha monopolizzato il podio assoluto della 24 Ore di Le Mans, terminata alle 15 di oggi, domenica 17 giugno. A sua volta, la Ferrari ha piazzato le sue 458 al primo e secondo posto della classe Gte, cosa che invece alla vigilia non era affatto scontata visto l'alto livello della concorrenza. Anche se era praticamente "garantita" la vittoria assoluta della Casa di Ingolstadt, l'alta tensione vi è stata fino alle ultime ore di gara, per la sfida in famiglia fra le R18 e-tron Quattro a motorizzazione ibrida di Fassler-Treluyer-Lotterer e Capello-McNish-Kristensen.

La lotta fra questi due equipaggi era divenuta apertissima a quattro ore dal termine quando la vettura di Fassler-Treluyer-Lotterer, praticamente quasi sempre in testa fino a quel momento, era andata incontro a un paio di inconvenienti - già descritti - che l'hanno rallentata, rimettendo in corsa per la vittoria anche Capello-McNish-Kristensen, alternatisi infatti al comando. Alle 12.15, però, McNish si è trovato a doppiare una ben più lenta Gt nel Karting Corner, ha alzato bruscamente il gas per non urtarla ed è finito in testacoda contro le barriere prima interne e poi esterne, fortunatamente impattando a una bassa velocità e rompendo così solo il muso della vettura ma non le sospensioni. Fassler-Treluyer-Lotterer hanno così ripreso il controllo della situazione, mentre Capello-McNish-Kristensen hanno perso 8 minuti ai box per le riparazioni, riuscendo comunque ad assicurarsi il secondo posto. Al terzo si sono invece piazzati Bonanomi-Jarvis-Rockenfeller con la R18 Ultra a motorizzazione convenzionale. Il loro è stato ugualmente un bellissimo risultato, in particolare per Bonanomi, al debutto a Le Mans; questo equipaggio, infatti ha sofferto per tutta la gara di problemi di gomme e conseguente grip, per cui di più non avrebbe potuto fare.

Il poker Audi è invece sfumato alle 12.10 per un'uscita di pista con botto contro le protezioni ad opera di Gené, insieme a Dumas e Duval sull'altra R18 Ultra, che si è piazzata quinta. Il quarto posto è così andato a Prost-Heidfeld-Jani sulla Lola B12/60-Toyota del Rebellion.

Bellissima la doppietta Ferrari in Gte Pro, grazie al successo di Bruni-Fisichella-Vilander con la 458 dell'Af Corse - con cui erano partiti dal fondo dello schieramento per un incidente nelle prove - e al secondo posto di Makowiecki-Melo-Farnbacher con l'analoga vettura del Luxury. In Lmp2 ha vinto la HDP ARX 03b di Dalziel-Potolicchio-Kimber Smith, davanti alla Oreca 03-Nissan di Beche-Thiriet-Tinseau, mentre terza si è piazzata l'analoga vettura di Kaffer-Ayari-Perez Companc che ha perso la piazza d'onore dopo un'uscita di pista di Ayari per evitare un incidente con una vettura più lenta. In Gte Am il successo è andato alla Corvette C6 Zr1 di Canal-Bornhauser-Lamy davanti alla Porsche 997 Gt3RSR di Armindo-Narac-Pons e alla 458 di Rugolo-Krohn-Jonsson.

Marco Ragazzoni


DOPO 21 ORE

Vari cambi di leadership alla 24 Ore di Le Mans nell'ultima ora di gara. È sempre l'Audi a comandare le operazioni - senza ormai rivali di sorta, dopo i ko delle due Toyota - ma al comando era passata la R18 e-tron Quattro a motorizzazione ibrida di Capello-McNish-Kristensen dopo che la gemella di Fassler-Treluyer-Lotterer, fino a quel momento quasi sempre in testa, è stata rallentata da una serie di inconvenienti poco dopo le 8 della domenica mattina. Fassler ha avuto dapprima un contatto con la Corvette C6 Zr1 di Taylor-Magnussen-Garcia, andata in testacoda ed è dovuto tornare ai box per un controllo che tutto fosse ok. Un paio di giri dopo anche l'Audi n.2 ha rischiato un altro incidente ancora con una Corvette C6 Zr1, questa volta quella gemella di Gavin-Westbrook-Milner, che si era ugualmente intraversata. Tutto questo ha fatto perdere terreno soprattutto alla R18 e-tron Quattro di Fassler-Treluyer-Lotterer e un altro cambio di posizioni è avvenuto quando Fassler, ormai con Kristensen in coda, ha commesso un errore nel rientrare ai box. In qualsiasi caso, la lotta è apertissima, perché le due Audi sono talmente vicine da scambiarsi continuamente la leadership nel gioco delle soste ai box.

Poi Gené con la numero 3 esce di pista per problemi di sporco sull'asfalto e poco dopo McNish perde il controllo nel corso di un doppiaggio. Così torna davanti la numero 1 guidata da Lotterer. Segue McNish ma più staccato, Jarvis con la numero 4 e al quarto posto, a spezzare l'altrimenti certo poker Audi, c'è la Lola del Rebellion Racing con Jani. Peccato invece per Belicchi-Bleekmolen-Primat con la Lola B12/60-Toyota sempre del Rebellion: alle 10 della domenica mattina si trovavano in sesta posizione, dopo un superstint di 3 ore e 10 minuti dell'italiano, ma ha ceduto la frizione e la vettura è dovuta tornare nel garage per un lungo intervento di riparazione.

In Lmp2 continua a comandare la corsa la la HDP ARX 03b di Dalziel-Potolicchio-Kimber Smith, ma al secondo posto è salita la Oreca 03-Nissan di Beche-Thiriet-Tinseau in quanto l'analoga vettura di Kaffer-Ayari-Perez Companc ha accusato un'uscita di pista di Ayari per evitare un incidente con una vettura più lenta; la Oreca 03-Nissan del Pecom è così scesa al quarto posto per poi risalire al terzo. In Gte le Ferrari 458 di Bruni-Vilander-Fisichella dell'Af Corse e Melo-Makowiecki-Farnbacher del Luxury continuano a dominare dopo le tante disavventure di cui sono state protagoniste le due Corvette C6 Zr1 ufficiali. Terza è l'Aston Martin Vantage V8 di Turner-Mucke-Fernandez.


DOPO 17 ORE (e la notte)

Nottata abbastanza tranquilla alla 24 Ore di Le Mans, se si fa eccezione per l'aggiornamento del bollettino medico di Davidson - vittima di un brutto incidente di cui abbiamo già riportato - al quale sono state riscontrate, dopo ulteriori accertamenti in un ospedale locale, le fratture alle vertebre T11 e T12. Il pilota della Toyota è comunque in grado di camminare e dovrà solo osservare un lungo periodo di convalescenza. Alle 2 di domenica notte la Toyota è quindi del tutto uscita di scena con il definitivo ritiro anche dell'altra Ts030, quella di Wurz-Lapierre-Nakajima, per le conseguenze di un precedente incidente - a causa del pilota giapponese che aveva dato una botta al connazionale Motoyama con il prototipo sperimentale Deltawing - che aveva già richiesto quasi due ore di riparazioni.

Dunque, ormai l'Audi sembra già avere la vittoria in tasca, visto che ha ben quattro vetture nelle prime quattro posizioni, nell'ordine le due R18 e-tron Quattro a motorizzazione ibrida di Fassler-Lotterer-Treluyer e Capello-McNish-Kristensen e le due R18 Ultra a motorizzazione convenzionale di Bonanomi-Jarvis-Rockenfeller e Duval-Dumas-Gené. Gli unici momenti di preoccupazione per la Casa di Ingolstadt sono venuti dalle escursioni fuori pista prima di Dumas alla Ford Chicane e poi di Fassler alle veloci curve Porsche, con un lieve contatto che comunque non ha provocato danni alla vettura.

In Lmp2 in testa è passata la HDP ARX 03b di Dalziel-Potolicchio-Kimber Smith davanti alla Oreca 03-Judd di Ayari-Kaffer-Perez Companc. In Gte Pro il controllo della gara è tornato completamente nelle mani della Ferrari, grazie alle prime due posizioni rispettivamente di Bruni-Fisichella-Vilander con la 458 dell'Af Corse e di Melo-Makowiecki-Farnbacher del Luxury. La Corvette C6 Zr1 di Milner-Gavin-Westbrook, che lottava per la leadership con la 458 dell'Af Corse, all'una della notte è tornata ai box senza la ruota posteriore di sinistra, probabilmente fissata male nel precedente pit-stop, e così ha riportato danni anche al semiasse, che successivamente ha richiesto un'altra sosta per la sostituzione.


DOPO 9 ORE

Nelle terze tre ore della 24 Ore di Le Mans, il controllo della gara è tornato completamente nelle mani dell'Audi, per di più con le due e-tron Quattro a motorizzazione ibrida. Con queste vetture, allo scadere della nona ora di gara Lotterer-Treluyer-Fassler e McNish-Capello-Kristensen occupano rispettivamente la prima e seconda posizione; anche al terzo posto vi è un equipaggio Audi, ma con la R18 Ultra a motore convenzionale, pilotata da Bonanomi-Rockenfeller-Jarvis attardati in precedenza da un problema a una sospensione. A dare mano libera alle vetture della Casa di Ingolstadt sono stati gli incidenti capitati alle Toyota Ts030 Hybrid. Dapprima si è verificato quello di bruttissimo di Davidson, che è avvenuto all'inizio della 6 ora e di cui abbiamo già parlato, mentre l'ultimo aggiornamento è che il pilota inglese è uscito a quanto pare illeso, ma è comunque dolorante alla schiena e per questo è stato portato a un ospedale locale per ulteriori accertamenti.

Una ventina di minuti dopo, si è quindi verificato l'incidente di Nakajima, che al Karting Corner ha urtato e spedito a muro il prototipo sperimentale Deltawing. La Ts030 dell'ex di F.1 è dovuta tornare subito ai box con la gomma posteriore di destra forata e danni al fondo, che hanno richiesto quasi due ore di riparazioni mettendo così fine alla sua gara. Per il Deltawing sono stati inutili i tentativi del pilota Motoyama, di riportare la vettura ai box, perché i danni allo steso e a tutto il gruppo delle sospensioni anteriori non lo hanno permesso.

In Lmp2 al comando è sempre la Morgan-Judd di Niolet-Pla-Lahaye, ma in lotta serrata con la Oreca 03-Nissan di Firth-Hughes-Hartley. In Gte il comando è invece passato alla Corvette C6 Zr1 di Milner-Westbrook-Gavin, con un vantaggio di circa 30" sulla Ferrari 458 Af Corse di Bruni-Vilander-Fisichella. La vettura della Casa di Maranello, che era in testa nel corso della quinta ora, ha infatti perso circa 2' a causa dell'ingresso a lei sfavorevole della safety-car in seguito all'incidente fra Davidson e Perazzini.


DOPO 6 ORE

Sono state decisamente più thrilling le seconde tre ore della 24 Ore di Le Mans. Si verificata una serie di imprevisti e, soprattutto, incidenti, che hanno tenuto con il fiato sospeso. L'ultimo crash, all'inizio della sesta ora di gara, ha addirittura fatto temere il peggio. Ne sono stati i protagonisti Davidson con la Toyota Ts030 Hybrid e Perazzini con la Ferrari 458 dell'Af Corse.

L'inglese marciava in terza posizione, staccato di 1'50" dal leader Treluyer con l'Audi R18 e-tron Quattro e di 55" da Lapierre con l'altra Ts030. Alla staccata della Virage de Mulsanne, dove si arriva velocissimi dopo il rettilineo Mulsanne, Davidson ha infilato all'interno Perazzini che, probabilmente pensando di essere superato dopo la curva, o comunque all'esterno, ha leggermente chiuso la traiettoria cosicché le fiancate delle due vetture sono venute a contatto e la Ts030 è letteralmente decollata, riatterrando contro le protezioni all'esterno. La 458 è ugualmente schizzata contro le protezioni , sbattendovi violentemente e cappottandosi. Perazzini è uscito illeso dalla vettura, appena dolorante a una mano. Davidson, invece, è stato portato al centro medico del circuito, ma al momento non si conoscono ancora le sue condizioni di salute. Non sembrano comunque preoccupanti, in quanto rassicura il fatto che l'abitacolo della Ts030 rimasto intatto.

L'incidente ha ovviamente provocato l'ingresso della safety car e si sono così portati subito ai box per il rifornimento Treluyer (che aveva fatto il suo pit programmato poco prima), Lapierre e Bonanomi, quarto con l'Audi R18 Ultra. Da questo ne ha tratto vantaggio Lapierre, che in questo modo si riportato in coda a Treluyer. A metà della quinta ora era stato invece Dumas con l'Audi R18 e-tron Quattro a far sobbalzare gli spettatori per un'uscita di pista, con gran botta a muro, alla Forza Chicane, che aveva affrontato troppo largo per evitare una Gt doppiata in traiettoria. Dumas è sceso subito dalla vettura e ha strappato con le mani i passaruota anteriori distrutti, poi è risalito in vettura e, con la ruota anteriore di destra penzolante, è tornato ai box, dove la vettura è stata riparata in 7'40" e dal quarto posto è scivolata all'ottavo.

In Gte continua la bellissima battaglia fra la Ferrari 458 Af Corse di Bruni-Fisichella-Vilander e la Corvette C6 Zr1 di Gavin-Westbrook-Milner, che comunque accusa uno svantaggio per i maggiori consumi e un ritmo di gara appena più alto.

La classifica alla sesta ora:
1.    1   Audi R18 e-tron   Fassler
2.    7   Toyota TS 030     Nakajima
3.    2   Audi R18 e-tron   Capello
4.    4   Audi R18 Ultra     Jarvis
5.   12  Lola-Toyota          Prost
6.   13  Lola-Toyota          Primat
7.   22  HPD-Honda         Dumbreck
8.   15  Pescarolo-Judd   Montagny
9.   24  Morgan-Judd        Nicolet
10. 44  HPD-Honda         Potolicchio  


PRIME 3 ORE (dal via alle 18.00)

Dominio Audi nelle prime tre ore della 24 Ore di Le Mans, che è partita oggi, sabato 16 giugno, alle ore 15.00. Era praticamente scontato che le vetture della Casa di Ingolstadt prendessero subito il controllo della corsa, vista la mancanza di una effettiva concorrenza, dal momento che l'unica vera Casa rivale, la Toyota, è al debutto.

Meno scontato, invece, il fatto che a guidare la corsa siano state finora le due vetture a motorizzazione ibrida delle quattro messe in campo dal marchio tedesco. In testa, dall'inizio della gara, vi è infatti la R18 e-tron Quattro di Lotterer-Treluyer-Fassler, per 2 ore e 50" seguita dalla gemella di Kristensen-Capello-McNish, poi rallentata da una sosta per pulire una sospensione da un pezzo di gomma - raccolto dall'asfalto - che vi si era andato a incastrare e dunque scivolata al quinto posto.

Per quanto riguarda le R18 Ultra, cioè a motorizzazione convenzionale, quella pilotata da Gené-Dumas-Duval, dopo aver occupato inizialmente la seconda posizione, è stata costretta, dopo circa 40' di gara, a due soste consecutive, una di routine per rifornimento e una seconda per una foratura; ora viaggia in quarta posizione. Ancora più terreno ha perso la R18 Ultra di Bonanomi-Jarvis-Rockenfeller, a causa di una vibrazione sul retrotreno che ha richiesto una sosta di controllo in garage della vettura, che ha così perso 1 giro ed è sesta.

Gli inconvenienti alle tre Audi hanno permesso alle Toyota Ts030 Hybrid di Lapierre-Wurz-Nakjima e Buemi-Davidson-Sarrazin di portarsi rispettivamente in seconda e terza posizione. Le vetture della Casa giapponese, però, finora si sono dimostrate più lente di 1"-1"5 su ritmo di gara e inoltre accusano un maggior consumo, percorrendo un giro in meno delle rivali tedesche.

Molto bella la lotta in Gte Pro, dove al comando si è portata la Ferrari 458 Af Corse di Bruni-Vilander-Fisichella, partita dal fondo dello schieramento in seguito a un brutto incidente di Fisichella nelle prove, che ha comportato la ricostruzione della vettura, ultimata a pochi minuti dal termine delle qualifiche. Eccezionali sono state le rimonte di Vilander e, soprattutto, di Bruni, che è salito alla guida nel secondo turno e unico, ha cominciato a girare regolarmente sotto la soglia del 4'00", riportando appunto la vettura in testa, davanti alla Corvette C6 ZR1 di Milner-Gavin-Westbrook e all'Aston Martin Vantage V8 di Turner-Fernandez-Mucke.

L'altra Ferrari Af Corse di Bertolini-Beretta-Cioci è invece precipitata nelle retrovie dopo un'uscita di pista con insabbiamento di Beretta, mentre quella Luxury di Melo-Makowiecki-Farnbacher è rimasta senza benzina all'ingresso della pitlane al primo pit stop e ora è solo sesta di classe.