Mark Webber potrebbe abbandonare davvero la Red Bull a fine stagione. Ma non per ritirarsi dalle corse mortificato dalle prepotenze del suo compagno di squadra. Al contrario, il pilota australiano avrebbe una alternativa veramente golosa: Webber sarebbe nel mirino delle Porsche che nel 2014 tornerà a correre ufficialmente a Le Mans con un Prototipo Lmp1 per sfidare Audi e Toyota. Per ora è un'indiscrezione, ma la stessa Casa tedesca, tramite il suo portavoce stampa, non ha smentito la voce e questo avvalora l'ipotesi di un clamoroso cambio di casacca e di specialità per Webber a fine stagione.

I piani della Porsche sono noti da tempo e il grande ritorno nell'Endurance del marchio tedesco, che a Le Mans ha costruito la propria leggenda e che vinse l'ultima volta la 24 Ore nel 1998, è la sfida più importante del decennio per Porsche. Che correrà con un prototipo ibrido sfruttando la tecnologia del recupero d'energia meccanico (con la flywheel) messo a punto in collaborazione con la Williams e già usato su una 911 GT3.

In questo contesto, l'idea di coinvolgere Mark Webber nel progetto 24 Ore di Le Mans è molto coerente. Webber, a 36 anni è in forma fisica perfetta ed è ancora uno dei piloti più veloci della F.1 attuale. E nell'Endurance moderna ormai servono maggiormente piloti veloci che piloti regolari, perché le gare di durata si sono trasformate ormai in sfide dove i corridori sono chiamati a guidare a ritmo da qualifica per tutti i turni di guida. Prova ne sia che la Toyota per esempio annovera tra le proprie fila Wurz, Buemi e Katayama tutti ex F.1 di qualche anno fa.

Ma Webber rispetto ad altri piloti F.1 o ex F.1 possiede almeno un paio di qualità che lo rendono una buona scelta per Porsche: lui a differenza di tanti colleghi delle formule, ha già corso in Endurance a inizio della propria carriera. Disputò come pilota ufficiale Mercedes l'intero mondiale GT nel 1998 al fianco di Schneider vincendo cinque gare e stabilendo una pole porprio a Le Mans. Ma l'anno dopo, nel 1999, sul circuito della Sarthe, la sua carriera di pilota Endurance si interruppe di colpo quando per ben due volte, in qualifica e nel warm up la sua Mercedes fu protagonista di spaventosi incidenti. Il più drammatico la matitna della gara, quando la CLR-GT1 di Webber decollò nel rettifilo delle Hunaudierés per un difetto tecnico cappottandosi in piena velocità e schiantandosi a tetto in giù alla chicane. Quell'incidente mise in luce un guaio aerodinamico sulle Mercedes che si manifestava in velocità e si ripetè ancora più drammaticamente sulla vettura genella di Dumbreck che in corsa volò nel bosco nello stesso punto di Webber e spinse  la squadra a ritirare le macchine per motivi di sicurezza. 

E' probabile che visto il modo infelice in cui concluse la sua esperienza di pilota Endurance, Webber possa avere l'orgoglio di riprovare a vincere Le Mans che nella carriera di un pilota è pur sempre una delle "perle" più importanti. Anche perché  Webber, a differenza di molti colleghiè uno della vecchia guardia, ha un enorme rispetto per la storia ed i valori del motorsport e non soltanto perla F.1 e ha più volte manifestato anche su twitter il piacere di guidare automobili sportive, non necessariamente monoposto. La sua vasta cultura tecnica nelle corse e il suo profondo spessore che lo rende sicuramente più adatto come scelta per la Porsche rispetto ai suoi più giovani colleghi nelle formule.

Nel VIDEO qui sotto l'incidente di Webber a Le Mans nel 1999