Non è stata certo una gara dalle condizioni meteo drammatiche come quelle dell’anno scorso, ma la 42ª edizione della 24 Ore del Nurburgring si è rivelata comunque impegnativa e ha presto ricordato a tutti che il cosiddetto Inferno Verde va affrontato sempre con il dovuto rispetto. Così dopo 32 cambi di leader, alla fine ha vinto l’Audi R8 LMS Ultra numero 4 del Phoenix Racing, guidata da Christopher Haase, Christian Mamerow, René Rast e Markus Winkelhock, che ha dato così all'Audi un'altra prestigiosa 24 Ore a una settimana da Le Mans, segnando oltretutto il nuovo record sulla distanza con 159 giri percorsi. Seconda la Mercedes SLS Amg n.1 del Black Falcon, con equipaggio Bleekemolen-Simonsen-Menzel-Arnold. Già nella prima ora molti sono stati traditi dall’asfalto non ottimale e anche da un atteggiamento ben poco cautevole: certo oggi le gare di durata non possono premiare la rinuncia alle prestazioni sul giro, ma il ’Ring è sempre un circuito da non sottovalutare, e non solo per la sua lunghezza. Così già nelle fasi iniziali si sono registrati molti incidenti, spesso determinati da atteggiamenti di guida troppo disinvolti specie con i doppiaggi. Per il tamponamento alla Mini Cooper S n.134 da parte della Viper n.210 in regime di bandiere gialle, i commissari sono stati durissimi: hanno escluso da partecipazioni future alla gara il team Titus Dittmann e l’hanno deferito al giudice sportivo. Fra le prime “vittime illustri” anche la R8 n.3 per un errore di Basseng (in equipaggio con Fassler-Stippler-Vanthoor) mentre la McLaren MP4 n.66 della pole (Estre-Kox-Mullen-Bert) viene ostacolata all’inizio della notte da una perdita d’acqua. Ma i protagonisti della gara sono numerosi e con vari tipi di vettura. A dover abbandonare la lotta al vertice, nelle ore serali abbiamo la Z4 n.19 di Werner-Muller-Luhr-Sims per i danni dopo un contatto con un’altra vettura, mentre un’altra Z4, la n.26 di Leinders-Palttala-Catsburg-Adorf, dopo essere finita nella ghiaia all’inizio e poi a lottare con la n.20, ha un’incidente nella notte. Fra le Mercedes SLS la n.14 di AlFaisal-Haupt-Christodoulou-Buurman viene coinvolta in un incidente mentre era quarta, anche questo nelle ore notturne, mentre la numero 22 perde tempo a inizio mattino per foratura. La lotta è sempre serrata e fino a fine mattinata di domenica non ha visto un dominatore evidente. Si registra anche un testacoda proprio della R8 n.4 vincitrice mentre cerca di superare la SLS n.1 approfittando di un doppiaggio, a contenderle la testa della gara. Dopo aver lottato a lungo con loro, a due ore alla fine la BMW Z4 n.20 in quel momento terza, perde tempo per la riparazione di una sospensione anteriore rotta contro un cordolo. Poi sarà protagonista con l’Aston Martin ufficiale n.7 di un duello finale estremo per il quinto posto, che perderà per un’incomprensione con una Clio doppiata che quasi la butta fuori. Da segnalare anche che la “guest star” Baumgartner è finito fra i primi 10, nono con la Audi R8 n.502. La classifica della 24 Ore del Nürburgring 2014: 1. Audi R8 LMS Ultra n.4 (Phoenix Racing) Haase Mamerow Rast Winkelhock 2. Mercedes SLS Amg GT3 n.1 (Black Falcon) Bleekemolen Simonsen Menzel Arnold 3. Mercedes SLS Amg GT3 n.22 (Rowe Racing) Zehe Hohenadel Bastian Engel 4. Porsche 911 GT3 R 997 n.44 (Falken M.sports) Henzler Dumbreck Ragginger Imperatori 5. Aston Martin Vantage GT3 n.7 (Aston Martin) Mucke Turner Lamy 6. BMW Z4 GT3 n.20 (Schubert) Klingmann Baumann Hurtgen Tomczyk