Così dopo 23 ore

Quando manca solo 1 ora alla conclusione di questa 24 Ore di Daytona, la situazione resta ancora tutt'altro che definita. Fra i Prototipi è al comando Dixon con la Ford n.02 ma è costantemente insidiato da Taylor che gli è in scia con la Corvette DP n.10. In più è ancora a pieni giri e staccata di una ventina di secondi (che non sono certo un'eternità) l'altra Corvette n.5 in mano a Bourdais, mentre la Ford n.01 guidata da Hand ha cominciato a patire problemi tecnici che le hanno fatto perdere ai box parecchi giri. Un po' più stabile la situazione in GTLM, dove al comando è la Corvette n.3 di Garcia. Ma la BMW Z4 n.25, pur con qualche guaio di troppo anche all'ultimo pit-stop di Werner (un meccanico ha litigato con una ruota), è sempre a pieni giri e nemmeno tanto distante. Quando la Corvette n.4 ultimamente in mano a Gavin ha dovuto fare una sosta in più per riparare il parafango squarciato da un contatto, perdendo 4-5 giri ma restando comunque terza. Simile la situazione in GTD: solo i primi due sono davvero in gara, anche se c'è un divario di quasi un giro fra la Viper n.93 di Farnbacher e la Porsche n.22 di Van Gisbergen. Mentre per il terzo posto la Porsche n.58 di Eng, attardata di 3 giri, potrebbe dover fare i conti con la Ferrari n.49 in mano a Rugolo, in rimonta dopo aver passato l'altra Ferrari n.63 guidata da Bell. È questa l'ultima possibilità rimasta per una "Rossa" di raggiungere il podio. 23 ore

Così dopo 20 ore

Contrariamente al solito, nella lotta per il vertice tra la Corvette DP n.10 di Taylor e le Ford 02 e 01 (ora con Larson e Karam) si è inserito un altro contendente: è l’altra Corvette DP n.5 che con Fittipaldi, Barbosa e Bourdais prima di loro è risalita con costanza dopo i problemi elettrici patiti a metà nottata, arrivando a prendere anche la testa della gara, nonostante un piccolo incendio in un pit-stop. In ogni caso la situazione di testa è tuttora molto fluida, e tutti e quattro i contendenti citati sono nelle condizioni di poter pretendere la vittoria finale. Offrendo ancora momenti emozionanti, con i protagonisti spesso in coda l’uno all’altro e alcuni restart (numerose le bandiere gialle di neutralizzazione) con accesi testa-testa. Al contrario, la gara delle GTLM si sta trasformando in un mezzo massacro, con l’eliminazione progressiva dei vari protagonisti. Così, se ad un restart è stato entusiasmante il duello fra Gavin e Briscoe affiancati per varie curve, a quello successivo Gavin patisce un contatto fra la sua Corvette n.4 e una “barchetta” PC che danneggia ruota e parafango anteriori sinistri: questo lo costringe ad una riparazione ai box abbandonando la testa della corsa. Poco dopo c’è un errore anche per Spengler, che nella bagarre sbaglia la chicane e, tagliando nell’erba, danneggia la sua BMW Z4 n.25 strappando anche il paraurti posteriore. Aggiungendo a ciò lo stop della Porsche n.17 per un cedimento meccanico, abbiamo una situazione per cui più si va avanti e più questa si conferma, per le GTLM, una gara di resistenza ancorché tiratissima, in cui è basilare evitare i problemi e i danni. Non che in classe GTD siano stati più tranquilli: prima arriva lo stop in pista della Viper n.33 di Bleekemolen, poco dopo la 17esima ora; poi il dritto di Rast con l’Audi n.48 che lo fa scendere dal 3° al 6° posto; e successivamente alla stessa macchima, quando però è passato Haase alla guida, cede il cofano in velocità, col pilota costretto a trovare la via dei box con la visibilità quasi del tutto impedita. Nel frattempo le classifiche cambiano di giro in giro ed è chiaro che nella storia di questa edizione della 24 Ore di Daytona ci sia ancora parecchio da decidersi. Anzi, proprio mentre scriviamo, Van Gisbergen (Porsche n.22) sta insidiando il comando della GTD a Wittmer (Viper n.93)... 20 ore B8M3llICEAAqk1k.jpg-large

Così dopo 16 ore

Continua intensa la gara di Daytona anche all’inizio della sua seconda metà, dopo 16 delle 24 ore totali. Quando in Florida è ancora buio, dato che sono le 6 locali. Qui il resoconto della prima metà di gara, ricordando che seguiamo la competizione anche su twitter all'account @autosprintLIVE. Davanti a tutti, Angelelli approfitta di un pit-stop con solo cambio gomme e rifornimento per portarsi in scia alla Ford 02 (sulla quale era stato effettuato anche il cambio pilota fra McMurray e Dixon) e passarla per andare al comando. Segue sempre molto ravvicinata la Ford 01 sulla quale Hand ha appena sostituito Karam. Mentre è staccato di 2 giri Bourdais sulla Corvette DP n.5 che ha comunque recuperato parecchio, e poco dopo metà gara Pew era andato dritto a una curva mentre era 3° con la Ligier n.60. Poi con l’ultima sosta Hand e Taylor (che ha sostituito Angelelli) passano 2° e 3°, ma sono a contatto diretto. Ancor più vivace la competizione in classe GTLM, dove nelle ultime 4 ore Werner con la BMW Z4 n.25 continua ad insidiare la Corvette n.3 guidata prima da Magnussen e poi da Garcia. Questo con l’altra Corvette n.4 di Pagenaud (e prima Milner) è sempre a una dozzina di secondi e deve controllare la Porsche n.17 di Henzler. Poi le Corvette approfittano di una neutralizzazione per effettuare una sosta con interventi più pesanti del consueto, anche ai freni (sulla 3 viene sostituito pure il parabrezza) e perdono un po’ di tempo. Da segnalare inoltre che i meccanici sono riusciti a risistemare la Porsche n.911, che quindi è tornata in gara (con Tandy) anche se staccata di 7-8 giri. In GTD bello osservare che Bertolini è stato parecchio al comando con la Ferrari n.64 e bene va anche la n.63 guidata da Sweedler, sempre di Scuderia Corsa. Sono comunque sempre in gara per la vittoria, dato che qui abbiamo ancora 6 vetture a pieni giri, con la Viper n.33 di Keating al comando. Mentre Rugolo si trova in ottava posizione di classe sulla Ferrari n.49 e Fisichella, però in GTLM, è nono dopo i problemi elettrici di cui abbiamo già parlato. 16 ore Maurizio Voltini