È iniziata con una doppietta delle Porsche 919 Hybrid la prima giornata di qualifiche a Le Mans. È stato ancora una volta lo svizzero Neel Jani, come l'anno scorso il più veloce della pattuglia dei piloti della 24 Ore.

Verso metà della sessione di mercoledi, che si è disputata dalle 22 alle 24 Jani ha strappato la pole provvisoria scendendo sotto il muro dei 3 minuti e 20 secondi: 3'19”733. Veloce ma lontano circa 3 secondi dalla pole 2015 che aveva stabilito sempre lui e sempre al mercoledi notte, ilmomento più favorevole per le temperature fresche.

Ha cercato di contrastare Jani il suo compagno di squadra, Timo Bernhard, che corre insieme a Webber e Hartley sulla Porsche 919H numero 1; ma Bernhard si è fermato a circa mezzo secondo dal compagno: 3'20”203, dopo che Hrtley aveva segnato in vece 3'20”4.

Nettamente battute le Audi R18 diesel, lontane quasi tre secondi dalle cugine Porsche, che hanno terminato soltanto 5° e 6°. E sono state scavalcate  anche dalle Toyota TS050 ibride. Le Audi hanno girato soprattutto in assetto gara per questa sessione e hanno cercato il tempo soltanto nei minuti finali mettendo gomme fresche ma Di Grassi non è riuscito a scendere sotto 3'22”466.

Piuttosto veloci invece le Toyota, che nelle prove libere di erano nascoste: la Toyota numero 6 guidata da Sarrazin è riuscita a salire al terzo posto in 3'20”737, a un secondo secco dalle Porsche. Dopo che nelle libere lo stesso Sarrazin era stato protagonista di un incidente per aver perso il controllo del Prototipo e aveva sbattuto d muso danneggiandosi. Anche l'Audi n.7, quella di Lotterer-Fassler-Treluyer ha subito un piccolo incidente: che ne ha rallentato le prestazioni: nelle prove del pomeriggio ha colpito col muso un cono di gomma a bordo pista danneggiando l'asse anteriore che è stato cambiato nell'intervallo fra prove libere e qualifiche.

Nella classe GTE si è già acceso l'atteso duello Ford-Ferrari che fa rivivere la sfida di cinquant'anni fa fra americani e italiani. Per adesso, anche un po' a sorpresa, ha avuto la meglio l'armata Ford diretta da Chip Ganassi, che ha piazzato quattro GT nei primi cinque posti: prima e seconda posizione delle GT per la n.68 e la n.69, rispettivamente quella di Hand-Muller-Bourdais in 3'51”185 e quella di Briscoe-Westbrook lontana pochi decimi, a 3'51”497. Solo terza la Ferrari 488 turbo più quotata, quella di Bruni-Calado-Pier Guidi che nelle mani di Bruni ha girato a circa quattro decimi dalla Ford più veloce, in 3'51”568. Seguono altre due Ford e le due Ferrari di Rigon e Fisichella.

Pressoché assenti dalla lotta per la supremazia in GTE per ora le Porsche 911, le Aston Martin Vantage e le Corvette, annunciate velocissime alla vigilia. La prima Porsche, quella di Makowiecki, è a 3”8 dal leader di classe, l'Aston addirittura a 4” e la Corvette quasi a 5”.

La sessione di qualifica è stata disturbata da numerose uscite di pista, dovuta all'irruenza dei piloti che hanno rischiato molto probabilmente per il timore della pioggia annunciata per giovedi, giornata dell'ultima sessione di qualifica. La vittima più illustre Fisichella, che si è insabbiato alle curve Porsche (d'altronde ha una Ferrari…) provocando la sospensione della qualifica per 11 minuti per la bandiera rossa. L'auto è stata recuperata ma non ha proseguito le prove per essere controllata accuratamente e l'equipaggio della Ferrari n.82 è rimasto confinato al settimo posto.

In classe LMP2, dove ci sono 23 prototipi, i distacchi sono ravvicinatissimi a dimostrazione della competitività della categoria. Guida per adesso in 3'36”605 la Oreca-Nissan del team G-Drive di Rusinov-Rast e dell'ex pilota F1 Stevens, davanti alle due Alpine. Mentre nella GT-Am (Amatori) è davanti una Ferrari 458 Italia, quella di Mok-Sawa-Bell.

Le qualifiche terminano giovedi notte con altre due sessioni per un totale di quattro ore: dalle 19 alle 21 e dalle 22 alle 24.