Città del MessicoLa 6 ore di Città del Messico non si è fata mancare nulla e lo spettacolo è stato sempre nel vivo per il pubblico, accorso entusiasta al ritorno del Mondiale Prototipi dopo 24 anni. La vittoria della Porsche n°1 di Webber-Hartley-Bernhard era ampiamente preventivabile alla vigilia, ma il modo in cui è maturata è stato del tutto imprevedibile, con tanto di brivido finale a 5’ dal termine.

Le prime due ore di gara sono vissute nel duello senza esclusione di colpi tra Webber e Di Grassi, in grande spolvero sul circuito Rodriguez. La sfida tra i due è stata molto bella, con l’australiano sempre abile nei doppiaggi ed il brasiliano molto aggressivo ed irriducibile, capace di portarsi in testa 2 giri prima di cedere il volante a Duval.

La fase centrale della gara è stata più tranquilla, con Bernhard  in testa, Duval a vista e Dumas a una manciata di secondi. Allo scattare della 3° ora, durante una fase di Full Course Yellow , Bernhard ha avuto una indecisione nella fase di rientro ai box, decidendo di restare in pista dopo aver già imboccato la corsia di rientro. Manovra poi punita con uno stop and go da Hartley, rientrato in pista al posto del tedesco.

Ma qui è salito in cattedra il giovane neozelandese, autore proprio in questa fase di una serie fantastica di giri veloci che gli hanno permesso di superare prima Lieb, poi Duval e riconquistare il comando della gara. A 2 ore e 30’ dalla fine ci pensa la pioggia a rimescolare le carte. Le due Porsche rientrano insieme a montare le rain, mentre la R18 n° 8 ritarda di un giro il cambio di gomme. Jarvis prende il volante per il suo primo turno, ma è presto vittima di una violenta uscita, causata da un probabile malfunzionamento dei freni anteriori.

In questa fase si  è visto il ritorno della Audi di Lotterer e della Toyota di Sarrazin (quella di Nakajima era già K.O. per un guasto al sistema ibrido), entrambi bravissimi sotto la pioggia. Lieb invece appare in difficoltà, al punto che subisce un tamponamento da parte dell’Alpine LMP2 di Lapierre che lo ha costretto alla sostituzione della carrozzeria posteriore. Lotterer si porta alle spalle di Bernhard e nel gioco dei pit stop è addirittura in testa. Sarrazin fa suo il duello con Lieb per il 3° posto.

Al giro 187 Lotterer deve rinunciare ad ogni velleità di vittoria: un problema al sistema Brake By Wire lo porta ad un lieve contatto contro le barriere, con conseguente anche perdita del 2° posto a favore di Sarrazin. A 5 minuti dal termine l’ultimo brivido lo regala Bernhard, con un lungo che lo porta a sfiorare le barriere. Poi il meritato trionfo.

Nella LMP2 vittoria alla Ligier di Senna-Albuquerque-Gonzalez, insidiata fino all’ultimo dlla Alpine di Lapierre-Richelmi-Menezez, staccati di 1”985. In GTE-Pro sugli scudi l’Aston Martin di Turner-Stanaway, con 2° la Ferrari 488 di Bruni-Calado, bravi nel restare in pista con gomme slik anche con l’asfalto bagnato. 4°Rigon-Calado. In GTE-Am vittoria alla Porsche di Long-Al Qubaisi-Heinemeier-Hansson