L’attesa per Mike Conway, Kamui Kobayashi e Jose Maria Lopez è stata lunga, ma alla fine ha pagato. È la loro GR010, la #7, a vincere la prima Le Mans dell’era Hypercar. Il terzetto, partito dalla pole, ha dominato la corsa praticamente dall’inizio alla fine, ma non senza patemi, visto che ha dovuto lottare sia contro gli avversari in pista, sia contro un problema intermittente all’alimentazione che ha causato diversi patemi durante la corsa. Tenuta sotto controllo l’avaria, l’equipaggio della #7 ha tagliato il traguardo dell’89esima Le Mans davanti alla vettura gemella, la #8, protagonista di una condotta di gara molto sfortunata. Buemi, infatti, è stato centrato in pieno nelle fasi iniziali della gara dalla Glickenhaus 007 di Olivier Pla. I danni riportati non hanno costretto al ritiro la vettura, ma hanno causato, alla fine, un giro di ritardo sull’equipaggio di testa, diventato irrecuperabile per Sébastien Buemi, Kazuki Nakajima, Brendon Hartley.

La Alpine A480-Gibson #36 di André Negrão, Matthieu Vaxivière e Nicolas Lapierre è salita sul terzo gradino del podio, dopo una bella lotta contro la Glickenhaus 007 #708. Il team francese ha rischiato di mandare tutto all’aria a causa di un testacoda di Lapierre al terzo giro e a un’escursione di Lapierre verso l’ottava ora, ma grazie al ritmo migliore della vecchia LMP1 Oreca rispetto alla LMH statunitense, i transalpini hanno potuto festeggiare il terzo posto.

LMP2, tutto deciso nel finale

In LMP2, il finale è stato al cardio palma. La Oreca #41 del team WRT, condotta da  Robert Kubica, Louis Delétraz e Yifei Ye ha rallentato di colpo all’ultimo giro, a poche curve da una vittoria meritata, regalando il successo alla seconda vettura del team belga, la #31 di Robin Frijns, Ferdinand Habsburg e Charles Milesi. Successo di classe arrivato praticamente in volata grazie a Robin Frijns, bravo a gestire gomme vecchie di 4 stint - non cambiate a causa di una rottura al sistema dei click idraulici - capace di mantenere comunque la testa e battere la Nota #28, condotta in quel momento da Blomqvist per soli 0.7”. Chiude il podio di categoria la Oreca #65 di Julien Canal, Will Stevens e James Allen.

GTE Pro, trionfo Ferrari

James Calado, Alessandro Pier Guidi e Come Ledogar hanno vinto la 24 Ore di Le Mans in classe GTE Pro dominando la seconda parte di gara sulla loro Ferrari 488 GTE Evo #51. È stato Pier Guidi a tagliare il traguardo, con 46 secondi di vantaggio sulla Corvette #63 di Antonio Garcia, giunta seconda. Al terzo posto, la 911 RSR di Estre, Jani e Christensen.

GTE Am tinta di Rosso 

La Ferrari AF Corse #83 di Nicklas Nielsen, Francois Perrodo e Alessio Rovera vincono la loro classe e completano la doppietta di Maranello in GTE. Successo costruito tutto durante lo stint notturno, nel quale hanno avuto la meglio sulla Aston Martin #33 di Felipe Fraga, Dylan Pereira e Ben Keating. Al terzo posto La Ferrari #80 di Matteo Cressoni, Rino Mastronardi e Callum Ilot, collaudatore Ferrari e terzo pilota Alfa Romeo in F1 al debutto a Le Mans, chiude il podio.