Formula E Hong Kong, si riparte da dove si era arrivati

La prima prova della stagione 3 della Formula E alla fine vede di nuovo Sébastien Buemi davanti a Lucas di Grassi

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Fulvio Cavicchi

9 ottobre 2016

Il nuovo tracciato di Hong Kong ha lasciato pensare nelle varie sessioni che tutto fosse rivoluzionato, che fosse stato tutta stravolta la classifica delle forze in campo… ma alla fine sono di nuovo Sébastien Buemi e Lucas di Grassi davanti a tutti.

In qualifica la prima fila era andata alle NextEv Nio di Nelson Piquet Jr. ed Oliver Turvey, che hanno preceduto le DS Virgin Racing del debuttante di lusso José María López e dell’esperto Sam Bird. La sessione tra l’altro non ha nemmeno vista la disputa dello shoot-out finale in quanto la Direzione Gara ha deciso di modificare la chicane dopo le prove libere e questo ha fatto molto ritardare la qualifica. E siccome le auto necessitano di un certo tempo per essere ricaricate prima della gara, si è optato per accorciare la sessione che determina la griglia di partenza

Questa modifica ha molto infastidito i piloti, perché è stata annunciata alle squadre appena 5 minuti prima della qualifica (dalla pit-lane non si potevano vedere i lavori in azione) e a pagarne sono stati Lucas di Grassi e Robin Frijns, che hanno entrambi “conosciuto” da vicino le nuove barriere, e quindi sono stati cistretti a partire dall’ultima fila. Sébastien Buemi e gli uomini della e.dams Renault hanno cominciato la loro difesa del titolo nel miglior modo possibile, approfittando dei problemi verificatisi sulla DS Virgin di Sam Bird (la seconda vettura non si è avviata dopo il cambio) e di una sosta ai box anticipata rispetto a quanto previsto dalle loro strategie per via dell’entrata in pista della Safety-Car.

Ma alle sue spalle è tornato Lucas Di Grassi, autore di una grande rimonta che si è avviata nel peggiore dei modi: infatti ha colpito il retrotreno della Techeetah-Renult di Ma Qing Hua alla prima curva dopo lo spegnimento dei semafori ed è stato costretto a rientrare ai box per un pit-stop supplementare onde montare un nuovo musetto. Il brasiliano del team Audi Sport ABT Schaeffler ha però salvato una notevole quantità di energia in corsa, rivendicando per sé il 14esimo podio nella storia della F.E. A completare la lista dei top three è stato ancora un pilota di esperienza nella categoria, cioè Nick Heidfeld, che ha gestito il consumo energetico splendidamente.

Immediatamente fuori dalla zona podio si è piazzata la seconda Renault di Nicolas Prost, il cui week end era cominciato consumando uno dei “jolly” regolamentari per sostituire un inverter fallace e nel quale non aveva particolarmente brillato... Il figlio d’arte francese ha preceduto sul traguardo la coppia del team Andretti Autosport di Antonio Félix Da Costa e l’altro rimontante Robin Frijns, i cui meccanici hanno ricostruito l’intera scocca dopo il botto in qualifica. Jérome d'Ambrosio ha concluso con una buona settima posizione per la Faraday Future Dragon Racing, davanti alla prima NextEv di Oliver Turvey ed alla coppia della Venturi, cioè il “rookie” Maro Engel e l’espertissimo Stéphane Sarrazin, che ha chiuso la zona punti. Delusione per il poleman Nelson Piquet Jr., che si è dovuto accontentare di un’amara 11esima piazza finale dopo aver perso la testa della corsa dovendo evitare la monoposto di José Maria Lopez, ferma nelle barriere di protezione, e fermandosi ai box proprio quando in pista veniva data la bandiera verde al termine della fase di Safety-Car, resasi necessaria per sgombrare la macchina della DS Virgin.

 

 

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