Ad Abu Dhabi calerà il sipario non solo sulla Formula 1 ma anche su una stagione di Formula 2 drammatica. Nick De Vries già campione, cadetti che tornano in pista dall’ultima uscita a Sochi, lo scorso settembre. Si conclude il capitolo 2019, della tragedia di Anthoine Hubert a Spa Francorchamps.

Juan Manuel Correa da quell’incidente ha riportato gravissime ferite agli arti inferiori. Ha un lungo percorso di recupero ancora davanti, dopo le settimane trascorse in coma indotto, i primi interventi chirurgici alle gambe, con l’arto destro a versare nelle condizioni peggiori.

Un obiettivo che dà motiva

Il pilota statunitense è nel pieno della riabilitazione, che si protrarrà per un anno intero, con un obiettivo al quale lavorare: “Sento che devo tornare, non solo per me stesso ma anche per lui (Hubert; ndr). Ho un carattere forte, quando mi sono risvegliato dal coma ho realizzato che avrei potuto stare a letto con cattivi pensieri, depresso, oppure lottare per alzarmi e tornare ed è quello che farò.

Sono motivato dal sogno del ritorno in Formula 2 e del raggiungimento della Formula 1”, racconta in un’intervista radiofonica con Mundo Sport.

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Il percorso di riabilitazione

Saranno passaggi a tappe progressive, con ancora numerosi interventi ai quali dovrà sottoporsi, per ricostruire la gamba destra. Il prossimo intervento è programmato a ridosso di Natale e, a dare la misura della gravità delle ferite, è lo stesso Correa: “Ho perso 6 centimetri di osso nella parte inferiore della tibia, però sta ricrescendo grazie a un dispositivo speciale, per questo ho tutti quei pezzi di metallo intorno alla gamba, che potete vedere sui miei social. L’osso cresce al ritmo di 1 millimetro al giorno.

Il prossimo intervento chirurgico sarà nel punto in cui si unisce al piede”. L’ausilio della sedia a rotelle è ancora fondamentale, sebbene Correa sia riuscito per la prima volta, nelle scorse settimane, a reggersi in piedi.

Al percorso di ricostruzione dell’anca seguirà il rafforzamento, per sostenere il peso del corpo, “poi i tutori in metallo verranno rimossi per recuperare il più possibile, valutare quando dolore o mobilità avrò e capire quali altre operazioni seguiranno”.

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L'incidente, il sogno e il rischio

A tre mesi dall’incidente, Correa ha vissuto fasi diverse e la determinazione a recuperare e inseguire il sogno di un rientro alle corse vale da stimolo e motivazione. “L’incidente ha cambiato la mia vita, quando sei così vicino alla morte e sopravvivi, apri gli occhi al di là delle corse.

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Ci sono stati momenti in ospedale nei quali non ero sicuro della volontà di un ritorno alle gare. Ho capito che non erano la cosa più importante nella vita, era la mia passione ma un tale incidente di rivela le priorità, ed erano la mia salute e la mia famiglia.

Un amico mi ha chiesto se tutto ciò avesse spento il mio sogno della Formula 1. Ho risposto che l’incidente non ha spento il sogno, ti fa pensare se vuoi assumerti un rischio per raggiungere un sogno. E ho deciso che voglio continuare a farlo perché è il mio sogno”.