Mazda si lancia nell’avventura del TCR: la Casa giapponese ha svelato infatti la suo nuova touring-car che ha sposato il regolamento del campionato fondato dall’ex direttore esecutivo del WTCC Marcello Lotti nel 2014.

L’annuncio ufficiale dell’arrivo della Mazda3 TCR mette fine a mesi di speculazioni sul possibile ingresso della Casa giapponese nel mondo delle gare turismo.

Come è fatta

Basata sulla compatta giapponese, è stata sviluppata e supportata da Long Road Racing, il costruttore del North Carolina che già si è occupato del progetto delle Global Mazda MX-5 Cup. La Mazda 3 TCR ha un motore turbocompresso da 350 cavalli, quadricilindrico, con cambio a sei marce. Aderendo al regolamento della TCR Series, la vettura è omologata per correre in tutte le serie TCR nel mondo, ovvero ben 36 campionati.

Il TCR rappresenta per noi una grande opportunità per mostrare la nuova Mazda e per dare ai nostri clienti una chance diversa per correre con Mazda”, ha detto Masahiro Moro, presidente di Mazda Nord America.

Si comincia dagli USA

Per il momento, infatti, la Mazda3 TCR correrà negli Stati Uniti, sia in versione ufficiale che con vetture a disposizione dei clienti. La squadra ufficiale schiererà il campione in carica della Global MX-5 Cup Bryan Ortiz, che avrà l’onore di essere il primo pilota della Mazda 3 TCR.

Alcuni dei nostri successi più importanti nei campionati IMSA e SRO TC Americas sono arrivati grazie a clienti che hanno scelto di correre con Mazda, e speriamo che la prossima generazione di piloti veda lo stesso potenziale nella Mazda3 TCR”, ha aggiunto Masahiro Moro.

"Mazda3 è caratterizzata dal design e dall'ingegneria eccezionali per i quali Mazda è nota, e per questo è una base fantastica per la nostra nuova TCR Mazda3", ha dichiarato il direttore di Mazda Motorsports John Doonan.

"Siamo impazienti di tornare nell’IMSA Michelin Pilot Challenge, e tutti in Mazda sono molto entusiasti del fatto che lo faremo nel 2020. Puntiamo al successo nell’IMSA, nell’SRO America e nei campionati TCR in tutto il mondo”, conclude Doonan.